Il governatore del Veneto chiede la chiusura della struttura d'accoglienza

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coronavirus migranti treviso zaia
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Sono saliti a 244 i casi di positività al coronavirus registrati ne centro di accoglienza per migranti situato all’interno dell’ex Caserma Serena di Casier, in provincia di Treviso. I negativi sono 47 (18 tamponi sono da riprocessare). Complessivamente sono state sottoposte a test 309 persone, delle quali 284 ospiti e 25 operatori. I risultati del nuovo screening, fa sapere l’Aulss 2 di Treviso, “non comporteranno alcuna modifica all’interno della struttura, dove tutti i migranti resteranno in quarantena”.

Zaia sui migranti con il coronavirus a Treviso

Duro l’attacco del governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha così commentato l’aumento dei casi: “Quella struttura, così come tutte le altre simili da Oderzo a Jesolo, deve essere dismessa: è evidente che il gestore non sa garantire la sicurezza sanitaria. In questo momento – ha proseguito Zaia – dobbiamo affrontare il grande tema del controllo del focolaio e difatti lo stiamo controllando attraverso un giro di tamponi alla settimana. Chiaro che le positività non dureranno in eterno e che arriveremo alle negativizzazioni. Però è altrettanto ovvio che deve essere eliminato questo modello di accoglienza, che prevede assembramenti del genere, a fronte dell’incapacità della gestione di garantire la qualità del presidio sanitario. Se prima questi centri erano intollerabili, ora con Covid sono assolutamente da bocciare, senza se e senza ma. Non lo diciamo perché va di moda farlo, lo diciamo da sempre e adesso a maggior ragione”.

Sul tema si era espresso anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, al solito duro contro gli immigrati: “Noi stiamo con la mascherina, nel bar si entra uno alla volta, a messa si va a 3 metri di distanza, sotto l’ombrellone occhio a quello di fianco, c’è lo stato di emergenza e oggi hanno trovato 233 migranti positivi a Treviso, 20 a Matera, 30 in Sicilia. Non puoi tenere sotto sequestro gli italiani e poi far sbarcare migliaia di persone che vanno in giro per l’Italia a fare quello che vogliono”.