Il governo accelera per un nuovo decreto contro il caro-bollette

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AGI - Il governo si prepara a mettere in campo un nuovo intervento contro il caro bollette. L'Italia ha stanziato finora 8,5 miliardi di euro per mitigare i rialzi (1,2 miliardi a luglio, 3,5 a ottobre e 3,8 nella legge di bilancio). A questa somma va aggiunto il miliardo per le famiglie in difficoltà. L'esecutivo sta ora studiando ulteriori misure che dovrebbero concretizzarsi in un contributo di solidarietà da parte delle aziende dell'energia.

Da più parti del mondo economico e industria arrivanno appelli per un intervento immediato. Secondo Confesercenti, il nuovo rallentamento innescato dalla quarta ondata e dall'aumento dei prezzi dei beni energetici potrebbe mette a rischio, nel solo primo trimestre del 2022, circa 6,4 miliardi di euro di spesa: una stangata che riprecipiterebbe i consumi ai livelli del secondo trimestre dello scorso anno, cancellando di fatto tutta la ripresa maturata nella seconda parte del 2021 e spostando dalla fine del 2023 all'inizio del 2024 il recupero dei livelli pre-pandemicI.

E la Cgia lancia l'allarme per le piccole e medie imprese che, secondo gli ultimi dati Eurostat, pagano l'energia elettrica il 75,6 per cento e il gas addirittura il 133,5 per cento in più delle grandi.
Mercoledì prossimo il ministro dello Sviluppo economico Giorgetti ha convocato il tavolo in videoconferenza con i rappresentanti delle imprese al Mise per discutere l'impatto dei costi dell'energia sul sistema produttivo. All'incontro parteciperanno, tra gli altri, rappresentanti di Confindustria, Confindustria ceramica, Confindustria energia, Aicep, Federbeton, Assocarta, Assovetro, Assomet, Federacciai, Assofond, Federchimica, Federalimentare, Interconnector energy italia, Federlegno Arredo, Anima, Anfia.

E giovedì dovrebbe tenersi il Consiglio dei ministri per varare un nuovo provvedimento contro il caro-bollette. L'ipotesi che si fa strada è quella di prevedere una sorta di contributo da parte delle imprese per tamponare l'ondata di rincari in arrivo. L'altro fronte sul quale si potrebbe agire è quello fiscale, a partire da una riduzione dell'Iva come chiedono i 5 stelle, o attraverso una revisione delle accise. Ma anche qui i margini di azione sono molto ridotti.

Il governo sta studiando in parallelo anche nuovi ristori all'economia per i settori colpiti dalle ultime restrizioni e i partiti della maggioranza sono in pressing per dare il via libera a breve a un nuovo scostamento di bilancio. Ma il premier, Mario Draghi, ha fatto capire durante la conferenza stampa del 10 gennaio che al momento non è in programma la richiesta al Parlamento di un nuovo aumento del deficit, considerando anche l'elezione del presidente della Repubblica alle porte. Nuove misure di ristoro per il turismo e la ristorazione potrebbero arrivare già in settimana ma saranno finanziate con fondi a disposizione.

Come l'Italia, anche gli altri paesi europei stanno correndo in aiuto di famiglie e imprese contro l'aumento delle bollette energetiche. La Germania a partire dal primo gennaio ha tagliato del 42,7% il contributo che i consumatori pagano per sostenere le energie rinnovabili (in Italia compresi negli oneri di sistema) per aiutare le famiglie a far fronte all'impennata dei prezzi dell'energia. 

Il governo contribuirà a finanziare il taglio con 3,25 miliardi di euro di entrate raccolte dalla carbon tax. E sono state anche annunciate nei giorni scorsi misure mirate per aiutare le famiglie più vulnerabili che dovrebbero coprire interamente le bollette del riscaldamento. I prezzi dell'elettricità per le famiglie tedesche sono i più alti dell'Unione Europea. Per aiutare i consumatori, il governo spagnolo estenderà la riduzione delle tasse sulle bollette elettriche fino al 1 maggio 2022.

 E a giugno scorso, la Spagna ha ridotto l'Iva sulle bollette elettriche dal 21% al 10% e ha sospeso l'imposta del 7% sul valore della produzione di elettricità, che le utilities trasferiscono sui prezzi al dettaglio. In Francia il governo ha annunciato che l'aumento delle bollette elettriche per le famiglie e le piccolissime imprese sarà così limitato quest'anno al 4%, grazie anche ai tagli alle tasse sul consumo di elettricità.

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