Il governo accelera sulla manovra. Rush finale per la nomina dei sottosegretari

Francesco Fotia / AGF

AGI - Il governo stringe sulla partita dei viceministri e dei sottosegretari e inizia a preparare la legge di bilancio. L'input del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è fare presto. "Oggi inizia ufficialmente la nostra sfida per risollevare l'Italia, per ridare speranza e certezze a milioni di cittadini", ha scritto sui social.

Oggi inizia nostra sfida per risollevare l'Italia e ridare speranza e certezze a milioni di cittadini. Sarà il Governo di tutti gli italiani: lavoreremo per difendere i diritti di ciascuno e affinché il popolo sia unito. Insieme restituiremo orgoglio, forza e visione alla Nazione

— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) October 27, 2022

Sulla prima partita la novità è che Forza Italia potrebbe spuntarla ottenendo tre vicepremier (Barelli, Valentini e Sisto) ma la fumata bianca ancora non c'è; sulla seconda è stato avviato il lavoro che potrebbe mettere sul tavolo almeno 14-15 miliardi (ma si punta a 20) da reperire, oltre che dal 'tesoretto' lasciato in eredità dal governo e da altri margini nelle pieghe del bilancio, anche dalla riscrittura della norma sugli extra-profitti che potrebbe portare a dieci miliardi in più.

Altra novità il 'compromesso' sull'aumento del tetto ai contanti: potrebbe essere 5mila (ma ci sarebbe anche l'ipotesi 3mila) l''asticella' da inserire. Il primo passo sarà la comparazione con gli altri Paesi europei.

Il primo dossier da chiedere è quello sul sottogoverno

È un tema che è sempre più oggetto del confronto interno alla maggioranza, con l'incontro tra FI e Fdi negli uffici della Camera. L'accordo non è stato ancora chiuso in vista del Consiglio dei ministri di lunedì. Il partito azzurro ha chiesto un maggior peso e deve trovare la quadra sui nomi da inserire nell'esecutivo.

Se n'è parlato anche mercoledì sera - Berlusconi e Tajani si sono visti per un lasso di tempo a parte - nella cena che c'è stata ieri a villa Grande, alla presenza dei ministri e di Gianni Letta. Quest'ultimo ha approvato il via libera "convinto" di FI sul governo, con il Cavaliere che su un bloc notes ha appuntato le priorità dalle quali l'esecutivo dovrebbe partire: riforma del fisco e della giustizia, lavoro a tempo indeterminato per i giovani. S

Sulle prime mosse da compiere il presidente del Consiglio Meloni è al lavoro con i suoi ministri. Oggi ha visto il responsabile del Mef Giorgetti che avrebbe fatto un resoconto sui conti pubblici, il futuro viceministro Leo e il ministro per gli Affari europei Fitto. In serata il ministro per i Rapporti con il Parlamento Ciriani e il ministro per l'Agricoltura e la sovranità alimentare Lollobrigida.

Sul tavolo dunque la prossima legge di bilancio e i provvedimenti da portare in Consiglio dei ministri la prossima settimana. Le priorità sono il caro bollette e il tema dell'energia che potrebbe essere affrontato in un altro incontro in programma domani. L'obiettivo è stringere i tempi, anche riguardo alle modifiche del Pnrr. Arriverà un primo segnale con l'estensione della flat tax per le partite Iva dagli attuali 65 mila euro a 85 mila euro di fatturato. Possibile che ci sia un intervento sulla pace fiscale e sulla burocrazia per far partire i lavori pubblici.

Si punta in ogni caso a dare un sostegno alle imprese. Aiuti che non dovrebbero essere a pioggia ma che potrebbero agevolare "chi ha intenzione di fare", come ha spiegato il presidente del Consiglio ieri nel suo intervento al Senato. Le prime misure, tra cui quella sulla proroga sugli sconti sul carburante, entreranno nel dl aiuti Ter, con il rinvio pure delle multe Covid a giugno.

Il premier lavora anche all'agenda internazionale. Meloni ha sentito al telefono il segretario generale della Nato, Stoltenberg, sta preparando il dossier sul G7 e sul G20, potrebbe partecipare alla riunione della Cop27 in Egitto (ci saranno il Cancelliere Scholz, il presidente francese Macron e, anche se per poco tempo, il presidente americano Biden).  In definizione anche l'incontro con il presidente della Commissione Ue von der Leyen.

Il totonomi dei possibili sottosegretari

Ma prima di rendere operativo il prossimo esecutivo va chiuso il dossier sui viceministri e sui sottosegretari: viceministri per i forzisti dovrebbero essere Sisto alla Giustizia, Barelli all'Interno e Valentini al Mise. A Forza Italia toccheranno sei sottosegretari: Casasco (Mef), possibili l'ex vicepresidente della Camera Mandelli (alla Salute) e l'ex deputato Perego (alla Difesa).

Gli altri nomi in ballo sono Bergamini, Mangialavori, Siracusano, secondo i 'desiderata' del Cavaliere. Nella partita c'è anche l'azzurro Battistoni. In ogni caso non si escludono novità delle ultime ore. Per quanto riguarda il partito di via Bellerio il leghista Rixi sarà viceministro al ministero delle Infrastrutture. L'altro viceministro potrebbe essere Gava (Transizione ecologica).

Nella Lega in corsa anche Durigon (Lavoro) Bergonzoni (Cultura), Molteni (Interni), Morrone o Ostellari (Giustizia). In ballo nella partita anche gli 'ex lumbard' Bitonci, Centemero e Morelli. L'unico posto per Noi moderati se lo 'giocano' Colucci e l'ex sottosegretario alla Salute Costa.

Per Fdi, invece, oltre a Leo al dicastero di via XX settembre e Cirielli al dicastero degli Esteri, si fanno i nomi per un posto da sottosegretario di Delmastro (Giustizia) Frassinetti (Istruzione) e Gemmato (Salute).

I margini per la legge di bilancio, dunque, - sarebbe emerso anche durante gli incontri a palazzo Chigi - restano stretti. Il ministro Giorgetti avrebbe fatto un resoconto della situazione, cosi' come il prossimo viceministro al Mef Leo per la parte legata al fisco.

Nelle successive riunioni si comincerà a stringere, con il presidente del Consiglio Meloni che ha chiesto di accelerare e di far sì che da ogni esponente dell'esecutivo arrivino contributi per le misure da mettere in campo. Con le risorse limitate - ha sottolineato ieri - "occorre scegliere".

Del resto il Capo del governo proprio al Senato ha parlato di 'operazione verità'. Intanto la squadra del governo stringe pure sul completamento di chi lavorerà ai vari ministeri. Il nuovo segretario generale di palazzo Chigi sarà Deodato. Il capo di gabinetto di Meloni dovrebbe essere Caputi. Quadri potrebbe arrivare al Dipartimento affari giuridici e legislativi.

Il rappresentante permanente alla Nato Talò sarà consigliere diplomatico. Varone potrebbe essere capo gabinetto al Mef, Eichberg al Mise, Panucci al ministero dell'Università, l'ex deputata azzurra Bartolozzi alla Giustizia, Alesse al ministero del Sud, Tucciarelli al dicastero degli Affari regionali, Fiorentino alla P.a, Scino al Mite, Panebianco allo Sport, il costituzionalista Celotto alle Riforme, Pinelli al ministero della Salute, Nori a quello del Lavoro.

Storto sarà il capo di gabinetto al dicastero delle Infrastrutture, con il vicepremier Salvini che potrebbe avvalersi dell'apporto anche di Nunziata. Al ministero di via XX settembre capo dell'ufficio legislativo dovrebbe essere Daria Perrotta.