Il governo ha approvato la legge di bilancio: al via iter parlamentare

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manovra 2021 consiglio dei ministri
manovra 2021 consiglio dei ministri

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la manovra economica 2021 che nei prossimi giorni inizierà l’iter parlamentare fino all’approvazione definitiva entro la fine dell’anno. Il testo prevede interventi per 38 miliardi. Così l’ha definita il ministro Catalfo: “È una manovra importante e ambiziosa che interviene sul presente e sul futuro del Paese e che rafforza la rete di protezione per imprese, famiglie e lavoratori“.

Manovra 2021 approvata dal Consiglio dei Ministri

Come annunciato dal ministro D’Incà, il testo dovrebbe approdare alle Camere tra martedì 17 e mercoledì 18 novembre. Nel frattempo si dovrà ragionare su un nuovo scostamento di bilancio, forse di 20 miliardi, che dovrebbe giungere entro la fine di settimana prossima. Tra le misure contenute nella manovra vi sono:

  • 3 miliardi per l’assegno unico per i figli a partire da luglio 2021

  • 5 miliardi per il rifinanziamento della cassa integrazione

  • 4 miliardi da aggiungere al fondo per i ristori destinato alle attività colpite dalle restrizioni

  • 2 miliardi da aggiungere al fondo per l‘edilizia sanitaria, che arriva così ad ammontare a 32 miliardi

  • 400 milioni per acquistare vaccini e farmaci anti coronavirus

  • sgravi al 100% per le aziende che assumono lavoratori under 35 e per le imprese che assumono donne disoccupate al sud/ donne disoccupate da almeno 24 mesi nel resto d’Italia

  • proroga della decontribuzione al 30% per le aziende del Mezzogiorno

  • rinnovo di Ape sociale e Opzione donna

  • 500 milioni per le politiche attive del lavoro

Tra le altre norme contenute si citano le autorizzazioni di spesa per i ministeri e la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato negli uffici per la ricostruzione post-sisma. Ma anche la proroga fino al 2022 per il credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo al Sud, misura che riguarda Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Si tratta di uno sgravio al 25% per le grandi imprese con almeno 250 dipendenti e fatturato da almeno 50 milioni di euro. Del 35% per le medie imprese con 50 persone e un fatturato da almeno 10 milioni. E del 45% per le piccole aziende con meno di 50 dipendenti e meno di 10 milioni di fatturato.