"Il governo del Camerun ci impedisce di curare migliaia di persone nel nord-ovest"

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Loveline poses with her baby girl who was born this morning at MSF-supported Mary Soledad hospital in Bamenda, North-West-Cameroon. Loveline arrived here thanks to the MSF ambulance, one of the very few vehicles allowed to move during lockdown daysin Bamenda. “Without the ambulance, we could both have died at home”. (Photo: Albert MasiasAlbert Masias/MSF)
Loveline poses with her baby girl who was born this morning at MSF-supported Mary Soledad hospital in Bamenda, North-West-Cameroon. Loveline arrived here thanks to the MSF ambulance, one of the very few vehicles allowed to move during lockdown daysin Bamenda. “Without the ambulance, we could both have died at home”. (Photo: Albert MasiasAlbert Masias/MSF)

“Da sei mesi nel nord-ovest del Camerun il governo non permette a Medici Senza Frontiere di riprendere le attività mediche salvavita lasciando decine di migliaia di persone senza accesso a cure mediche. È un prezzo inaccettabile per tutti i cittadini camerunensi”. Laura Martinelli è capomissione di MSF in Camerun. Le sue sono parole di denuncia. L’operatrice racconta come sia lo stesso governo del Paese ad “impedire le attività salvavita” nella regione dove la violenza armata ha reso particolarmente critico l’accesso alle cure sanitarie. Così gli operatori sanitari locali sono costretti a vedere morire diverse persone. “Continuiamo a ricevere richieste di invio di ambulanze che siamo costretti a rifiutare. Quale logica può giustificare così tante morti innocenti?” si chiede Martinelli.

Dietro la decisione del governo di impedire a MSF di intervenire nel nord-ovest del paese con cure mediche ci sono motivazioni politiche. Nel 2018, in seguito a un accordo con il Ministero della salute camerunense, MSF ha lanciato una risposta d’emergenza per supportare le strutture sanitarie nelle regioni del sud-ovest e del nord-ovest. L’organizzazione ha istituito l’unico servizio di ambulanze gratuito in funzione tutti i giorni a tutte le ore per supportare gli operatori per la salute comunitaria nel portare assistenza alle persone che faticano ad accedere alle cure e alle popolazioni più difficili da raggiungere. Nel 2020 però le autorità camerunensi hanno cambiato idea. “Un decreto regionale ha sospeso le attività di MSF nella regione del nord-ovest perché le autorità hanno accusato l’organizzazione medico-umanitaria di essere troppo vicina ai gruppi armati locali” spiega Martinelli. Alla sospensione sono seguiti mesi di discussioni in cui Medici Senza Frontiere ha cercato di ris...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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