Il Governo nomina i commissari per 57 opere da 83 miliardi

Claudio Paudice
·Giornalista, L'HuffPost
·2 minuto per la lettura
The Minister of Transport Enrico Giovannini at the Chamber of Deputies during the discussion and vote of confidence in the new Government. Rome (Italy), February 18th 2021 (Photo by Samantha Zucchi/Insidefoto/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Mondadori Portfolio via Getty Im)
The Minister of Transport Enrico Giovannini at the Chamber of Deputies during the discussion and vote of confidence in the new Government. Rome (Italy), February 18th 2021 (Photo by Samantha Zucchi/Insidefoto/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Mondadori Portfolio via Getty Im)

Avranno il compito di assicurare la realizzazione di 57 opere pubbliche per un valore di circa 83 miliardi e un impatto occupazionale che nel 2025 arriverà a valere 100 mila posti di lavoro. Sono i 29 commissari straordinari ai quali il governo ha affidato oggi il difficile compito di gestire progetti e lavori impantanati da anni nella palude della burocrazia. Si tratta di 16 infrastrutture ferroviarie, 14 stradali, 12 caserme per pubblica sicurezza, 11 opere idriche, 3 infrastrutture portuali e una metropolitana e potranno avere un ruolo determinante per abbattere il gap infrastrutturale del nostro Paese e ancora di più quello tra nord e sud: la parte più consistente degli interventi, infatti, proprio al Mezzogiorno sarà concentrata, con 36,3 miliardi impegnati mentre quelli per il Centro Italia valgono circa 24,8 miliardi e quelli per il Nord 21,6. Si tratta di opere già finanziate per circa 33 miliardi di euro ai quali dovranno essere aggiunte ulteriori risorse nazionali ed europee, compreso il Next Generation EU. I tempi saranno certi, assicura anche il premier Draghi, che in conferenza stampa dice: “Sono sicuro che andrete a controllare: Giovannini ed io siamo certi delle date e la certezza viene dal fatto che le procedure per le aperture sono state compiute o saranno compiute”.

I cantieri partiranno subito: secondo le previsioni nel 2021 se ne apriranno 20, 50 nel 2022 e 37 nel 2023. L’impatto occupazionale sarà in media di 68 mila posti all’anno che diventeranno 118 mila nel 2025. Per accelerare i tempi un accordo sindacale ha previsto la possibilità di lavorare 24 ore su 24 e l’avanzamento delle opere sarà monitorato trimestralmente dal ministero. Ai commissari spetterà un ampia capacità decisionale aldilà dei vincoli previsti dal Codice degli appalti e da altre normative, una strada che però si vuole evitare che sia imboccata troppo di frequente...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.