Il Governo non risponde alla piazza, ancora proteste e disordini a Baghdad

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Si intensificano le proteste anti-governative a Baghdad e in diverse città meridionali irachene. Ci sono manifestazioni nei governatorati di al-Muthanna, Wasit, Diwaniyah, Bassora e Dhi Qar. I manifestanti hanno bloccato le strade in diverse città tra le quali Baghdad, intensificando la loro battaglia per chiedere un cambiamento a livello politico, un nuovo primo ministro e anche la riforma elettorale. Scaduto il termine concesso al governo per rispondere alle loro domande. Tra le richieste rimaste inevase, la formazione di un governo ad interim, elezioni anticipate e un’indagine che facesse luce sull’uccisione di manifestanti.

Secondo l’agenzia di stampa irachena, diverse persone sono state arrestate perchè avevano tentato di bloccare la strada di Mohamed al-Qasim, che collega la parte meridionale e settentrionale di Baghdad. I manifestanti hanno anche bloccato e installato tende sulla strada principale tra Baghdad e Nassiriya, un’altra delle grandi città del Paese. Chiusa anche l’autostrada che collega al-Diwaniyah ad altre province e, secondo al-Arabiya, anche le strade principali nella città di Kut del governatorato di al-Wasit, che confina con l’Iran. A Najaf, i manifestanti hanno bruciato immagini del generale iraniano Qassem Soleimani e hanno strappato poster di Abu Mahdi al-Muhandis, l’ex leader delle forze di mobilitazione popolari irachene, Hashd al-Shaabi, il cartello delle milizie irachene per lo più sciite e controllate dall’Iran.

Di fronte all’escalation della tensione in Iraq, il governo ha autorizzato le forze di sicurezza ad arrestare i manifestanti che blocchino strade e l’ingresso agli edici governativi. Lo ha deciso il Consiglio di Sicurezza nazionale. “Le forze di sicurezza hanno il mandato di arrestare coloro che tagliano strade, bruciano pneumatici o chiudono dipartimenti governativi”, ha detto all’agenzia di stampa irachena il portavoce del comandante in capo delle forze armate, il maggiore generale Abdul...

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