Il Governo tedesco traballa sulla patrimoniale: la Spd la vuole, dalla Cdu un secco No

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FILE - In this Monday, Feb. 19, 2018 file photo German Chancellor Angela Merkel, left, and the governor of German Saarland state and designated Christian Democratic Union party General Secretary, Annegret Kramp-Karrenbauer, right, attend a party leaders' meeting in Berlin, Germany. The CDU's general secretary since February, Kramp-Karrenbauer _ often called 'AKK' _ is a Merkel ally and the closest to her centrist stance. She touts her own lengthy experience in regional government, which saw her become the first woman to become a state's interior minister, or top security official, and serve as governor of western Saarland state. (AP Photo/Markus Schreiber, file)

All’orizzonte si profila un ulteriore scontro con la Cdu di Angela Merkel che rischia di scuotere ancora di più la già traballante Grosse Koalition: la Spd intende proporre un’imposta sui grandi patrimoni, idea che gli alleati cristiano-democratici vedono come fumo negli occhi. Il congresso socialdemocratico, che si chiude oggi a Berlino, ha varato una mozione secondo la quale contribuenti con un patrimonio netto superiore ai 2 milioni di euro devono pagare una tassa pari all′1%. Per la Spd il punto è quello di creare nuove opportunità d’investimenti da utilizzare soprattutto nel welfare e nell’istruzione, per quello che i media hanno definito un evidente spostamento a sinistra del partito. Secondo le stime dei socialdemocratici, l’imposta sul patrimonio porterebbe nelle casse dello Stato circa 9 miliardi di euro in più.

“Non è una questione di denaro, ma di libertà e di solidarietà”, ha esclamato il deputato Spd Lothar Binding davanti ai delegati. In Germania in passato esisteva una tassa patrimoniale, ma fu dichiarata incostituzionale nel 1995. Nella campagna elettorale nazionale di due anni fa i socialdemocratici avevano rinunciato a chiederne la reintroduzione. Ma ora il clima dentro il partito, alle prese con sondaggi in continuo calo e con alle spalle varie debacle elettorali, è decisamente cambiato. Infatti, l’Spd ha anche proposto di “superare in prospettiva” il “freno al debito” che per il governo Merkel è una sorta di totem. Addirittura Norbert Walter-Borjans - che con Saskia Esken forma il nuovo ticket di leader del partito grazie al voto tra gli iscritti nel quale è stato a sorpresa battuto il vicecancelliere Olaf Scholz - ha proposto che la fine del “freno al debito” venga perfino ancorata nella carta costituzionale. Gli alleati Cdu hanno già fatto sapere che si tratta di “linee rosse” invalicabili. “Io non accetto condizioni del tipo ‘se non fate quello che vogliamo noi, ce ne andiamo’”, ha...

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