Il governo tratta con ArcelorMittal. Sindacati sul piede di guerra

Silvia Inghirami

I contratti vanno rispettati. È la posizione di governo e sindacati con ArcelorMittal. In attesa dell'incontro a palazzo Chigi di venerdì, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ribadisce il principio, augurandosi che gli imprenditori indiani tornino al tavolo con un atteggiamento diverso. Il governo, riferisce il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, "sta lavorando per creare le condizioni" del confronto.

Vi è disponibilità non a rimettere lo scudo penale ma a individuare "una norma generale in un percorso generale" per ripristinare la produttività dell'azienda, "perché solo con la produzione si riesce a rispettare il piano ambientale". Intanto, i sindacati annunciano battaglia e Fiom, Fim e Cisl chiedono a Cgil, Cisl e Uil di considerare l'ipotesi di uno sciopero generale. Ad auspicare il ritorno dello scudo penale è anche l'ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio regionale della Liguria, che invoca pure il rispetto dell'accordo di programma di Genova e il mantenimento della filiera dell'acciaio in Italia. Il governatore Giovanni Toti e il sindaco di Genova, Marco Bucci, andranno giovedì mattina al ministero dello Sviluppo economico per affrontare la vertenza con il ministro Patuanelli.

Sempre giovedì, in consiglio dei Ministri, arriveranno alcune proposte per l'area di Taranto, come aveva sollecitato il premier.

Sindacati pronti allo sciopero generale

Sul fronte sindacale, nessuno vuole sentir parlare di possibili revisioni dell'accordo e si serrano le fila per una mobilitazione che abbia al centro lo sviluppo industriale del Paese. Fiom, Fim e Uilm hanno sollecitato Cgil, Cisl e Uil a proclamare uno sciopero generale, annunciando "una riscossa" dei metalmeccanici per mettere al centro dell'agenda del Paese il lavoro, contro multinazionali rapaci e politica assente e incapace.

Al premier Conte hanno chiesto di essere convocati al tavolo di palazzo Chigi di venerdì, sottolineando che mai accetteranno esuberi e riduzioni strutturali della produzione. Restano sul piede di guerra anche i fornitori e gli autotrasportatori che hanno promosso dei presidi ai portoni dell'acciaieria pugliese per chiedere il pagamento delle fatture. Sulle conseguenze di tali azioni, l'azienda ha convocato i rappresentanti sindacali dello stabilimento in serata. Proseguono, intanto, le indagini avviate dalle procure di Taranto e Milano. Nel mirino sono anche i comunicati e le dichiarazioni dell'amministratore delegato e presidente di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli.

Le ispezioni dei commissari

I commissari Ilva hanno fatto un'ispezione nello stabilimento e, secondo delle fonti, avrebbero avuto conferma che il magazzino materie prime è notevolmente assottigliato. L'ispezione era stata chiesta nei giorni scorsi ma in un primo tempo negata: i commissari hanno poi avvertito che qualora ArcelorMittal si fosse opposta, il rifiuto sarebbe stato messo a verbale.

Per "costruire una proposta di sviluppo che coinvolga la comunità locale" è andato a Taranto il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, che ha incontrato il sindaco e l'arcivescovo, i rappresentanti di Confindustria, associazioni ambientaliste e sindacati. Presente anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ha criticato il gruppo siderurgico: "Ammesso e non concesso che uno voglia sciogliere un contratto, non lo fa in quel modo, ma lo fa come si sciolgono i contratti, dicendo 'Io non ne voglio sapere più. E deve evidentemente risarcire l'altra parte del fatto che va via".