Il governo va in porto

Angela Mauro

Dopo sole 24 ore di braccio di ferro con Matteo Salvini, la nave Mare Jonio della ong italiana Mediterranea Saving Humans, con il suo carico di 49 migranti più l'equipaggio, entra al porto di Lampedusa scortata dalla guardia di finanza. E con essa, prontamente sequestrata dalle forze dell'ordine, anche il governo gialloverde entra metaforicamente in porto. Sgravato dal peso della Mare Jonio, l'esecutivo ora può tentare di gestire più agevolmente il voto dell'aula del Senato domani sul caso Diciotti, che vede Salvini oggetto della richiesta di autorizzazione a procedere dei magistrati per sequestro di persona, vale a dire i 177 migranti salvati dalla nave della marina militare italiana l'estate scorsa.

"Sequestrata la nave dei centri sociali. Ottimo. Ora in Italia c'è un governo che difende i confini e fa rispettare le leggi, soprattutto ai trafficanti di uomini. Chi sbaglia paga", si esalta Salvini in serata. Poco prima dello sbarco, aveva aperto alla possibilità che la nave attraccasse "solo se verrà sequestrata". Ecco fatto. Perchè la procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta contro ignoti e ora farà i suoi interrogatori per valutare le responsabilità. Per Salvini sono chiare: i centri sociali. Per via della presenza a bordo di Luca Casarini, l'ex portavoce dei centri sociali del nord-est ora in Sinistra Italiana. Se sul caso Diciotti su Salvini a finire indagato, adesso sul caso Mare Jonio sono gli attivisti della ong a rischiare l'avviso di garanzia.

Ma al di là delle accuse, di cui diremo tra un po', qui c'è un filo politico da seguire che compatta il governo gialloverde come mai prima. Salvini concorda la linea con Luigi Di Maio in mattinata. Anche il vicepremier del M5s annuncia che l'obiettivo è chiudere la vicenda nel più breve tempo possibile. E infatti il caso non si trascina per giorni o settimane, come è ampiamente successo altre volte da quando è nato l'esecutivo gialloverde. Nessuna differenza di posizioni tra la parte...

Continua a leggere su HuffPost