Il governo zelandese regala tamponi alle ragazze nelle scuole

assorbenti Nuova Zelanda

Tutte le studentesse in Nuova Zelanda riceveranno assorbenti gratis. Quasi 95mila ragazze tra i 9 ed i 18 anni rischiano di non poter uscire di casa perché non possono permettersi tamponi.

Assorbenti gratis in Nuova Zelanda

Assorbenti e tamponi sono una necessità, non un lusso. A sostenerlo è Jacinda Arden, il primo ministro della Nuova Zelanda, che ha annunciato che le studentesse delle scuole superiori riceveranno prodotti sanitari gratuiti. A pagare sarà il Governo, anche per arginare la diffusa povertà che si sta diffondendo in questo periodo a causa del coronavirus. La stessa iniziativa è stata lanciata anche in Scozia dove il governo ha regalato prodotti sanitari alle donne.

“Sappiamo che quasi 95 mila ragazze tra i 9 e i 18 anni rischiano di dover rimanere a casa durante il ciclo- ha dichiarato il primo Ministro -, perché non possono permettersi gli assorbenti”.

Secondo Jacinda Arden questa misura potrà aiutare le giovani a studiare. In alcune zone fortemente disagiate alcune donne sono costrette durante il ciclo ad usare giornali, stracci e carta igienica. A raccontarlo è il personale delle scuole che vede ogni giorno arrivare centinaia di queste ragazze.

Donne in difficoltà per il ciclo

I dati che arrivano dal sondaggio Youth19 confermano che il 12% delle studentesse dai 9 ai 13 anni ha avuto il menarca e con esso la difficoltà ad accedere a prodotti sanitari. Inoltre, una studentessa su 12 ha confessato di non andare a scuola perché non può permettersi articoli assorbenti fuori casa.

Un grande traguardo per Dignity, una Ong locale che già da tempo fornisce materiale di questo tipo alle scuole. “Per le studentesse, – spiega Jacinta Gulasekharam co-fondatrice di Dignity-, la mancanza di accesso ai prodotti sanitari non solo accresce i sentimenti di vergogna e rappresenta un onere finanziario di genere, ma aumenta anche l’assenteismo. È un investimento fantastico da parte del nostro Governo. Ma questo è solo l’inizio. La povertà non riguarda solo gli studenti: molti altri gruppi, come quello dei senzatetto e quello di chi ha perso il reddito, patiscono profondamente le conseguenze che derivano dalla mancanza di accesso ai prodotti sanitari”.

Dalla parte delle donne anche Caro Atkinson, consigliere scolastico delle He Huarahi Tamariki School: “Il non poter soddisfare i propri bisogni basilari influisce davvero sul modo in cui ci si percepisce. Viene eroso il senso del valore, il senso del sé”.