Il grande gelo tra Conte e Salvini

giovanni lamberti

L'unico fronte aperto ad agosto resterà quello della manovra, con il premier Giuseppe Conte e il vicepremier Matteo Salvini pronti ad incontrare di nuovo - su tavoli separati - le parti sociali. È destinato a replicarsi a breve quindi il copione di una decina di giorni fa, quando il premier ribadì la centralità di palazzo Chigi, soprattutto sulla legge di bilancio. Gli altri dossier sono destinati ad essere rinviati a settembre. E intanto emergono nuovi particolari sulla riunione di mercoledì sera sulla riforma della giustizia.

Il Consiglio dei ministri nella sede del governo è durato nove ore. Ed è testimoniato che si è trattato di una discussione accesa, di un confronto serrato ma - stando anche a quanto riferiscono fonti ministeriali - verso il termine della riunione i toni si sono surriscaldati. Con Salvini che - spiegano le stesse fonti - per la prima volta avrebbe alzato la voce e paventato la crisi apertamente. Tanto che il presidente del Consiglio - sempre secondo quanto viene riferito - avrebbe minacciato di salire al Colle. Ci saranno stati anche momenti di scontro all'arma bianca, ma già ieri il Guardasigilli Alfonso Bonafede ha cercato di mediare, portando al tavolo del premier una proposta con alcune modifiche sulla riforma.

"Senza l'Autonomia, la Lega non fa passare nulla"

Al momento è tutto in 'stand by'. Sia nel Movimento 5 stelle che nella Lega sottolineano che il fuoco cova ancora sotto la cenere. Perché i nodi sul tavolo restano irrisolti. Non è un caso che il premier Conte al presidente della Commissione Ue ieri abbia riferito che la riforma della giustizia civile è stato un passo importante. Ora si aspetta che si avvii un dialogo vero anche su quella penale. Un 'big' pentastellato motiva cosi' anche il 'niet' della Lega alla 'bozza Bonafede': "Non si tratta solo della riforma della prescrizione e dei tempi del processo. La Lega vuole l'autonomia, senza quella non fa passare nulla". 

Salvini ha sempre negato uno 'scambio' ma sta di fatto che anche sulla battaglia che stanno portando avanti i governatori del nord non ci sono novità. Un Consiglio dei ministri dovrebbe tenersi martedì prossimo. Ma all'attenzione ci sono alcuni decreti: uno sullo scuola, un altro sulle quote latte e un decreto legge sul lavoro (il pre-Consiglio si è tenuto oggi), possibile che sia sulle proposte avanzate da Di Maio sui riders. La settimana prossima è poi previsto anche il voto sul dl sicurezza bis e anche se i malpancisti M5s potrebbero uscire dall'Aula l'attesa della maggioranza è per quel voto.

Il nodo del Commissario europeo

Anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aspetta di capire se il provvedimento passerà indenne a palazzo Madama. Sul suo tavolo c'è ora il 'rebus' commissario Ue. Salvini questa mattina avrebbe fornito al premier una lista di tre ministri (Bongiorno, Centinaio e Fontana) ma ora sarà la neo presidente della Commissione Von der Leyen a valutare il da farsi. È possibile che passi qualche giorno ma il nodo è legato soprattutto al portafoglio che spetterà all'Italia.

Roma ha chiesto un ruolo di fascia A (la Concorrenza, ma ci sono anche le ipotesi Industria e Commercio, mentre l'Agricoltura sarebbe considerata un passo indietro). Qualora un ministro della squadra di governo dovesse approdare a Bruxelles a settembre si potrebbe riaprire la discussione sul rimpasto. Un argomento off limits per i leghisti che prima vogliono capire se il governo ha ancora vita o no.

Ieri mattina un nuovo scontro tra Salvini e Di Maio. Il primo vuole una manovra coraggiosa o - ha detto - "meglio il voto". Il secondo, tornando sulla flat tax considerata sempre "un mistero", ha chiesto al ministro dell'Interno di giocare a carte scoperte: se vuole un rimpasto - questo il suo ragionamento - lo dica apertamente.