Il green pass a scuola sì, ma come ancora non si sa

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Studenti nelle classi del Liceo Visconti a piazza del Collegio Romano a Roma, 18 gennaio 2021 ANSA/MASSIMO PERCOSSI (Photo: ANSA)
Studenti nelle classi del Liceo Visconti a piazza del Collegio Romano a Roma, 18 gennaio 2021 ANSA/MASSIMO PERCOSSI (Photo: ANSA)

Il green pass sì, rimane confermatissimo, nessun passo indietro. Come, non si sa. A meno di tre settimane dall’inizio delle scuole e a una manciata di giorni dal primo settembre, data in cui scatterà il problema di come gestire le certificazioni verdi all’interno degli istituti, è lontana una soluzione. “Sulla questione Green pass siamo in alto mare. Stiamo aspettando indicazioni per capire come bisognerà procedere. Ma se le scuole devono controllare tutti i giorni i certificati di docenti e personale rischiamo che si inizi a mezzogiorno”. L’attacco, durissimo, è arrivato da Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma, secondo il quale “è una follia burocratica insistere sui controlli quotidiani”.

Per questioni inerenti la privacy non è infatti possibile uno screening basato sulle liste dei green pass di docenti e personale scolastico e relative scadenze del lasciapassare. E il ministero dell’Istruzione non sottovaluta il problema di dover procedere a controlli quotidiani da parte dei presidi e di loro delegati, che genererebbe più di un problema nei singoli istituti e una situazione caotica da parte di chi, a viale Trastevere e nei provveditorati, dovrebbe controllare i controllori.

Per questo Istruzione, Salute e Garante della Privacy hanno creato un tavolo ufficioso per trovare una soluzione. “Ci è arrivata qualche proposta - spiegano dall’ufficio del Garante - ma siamo ancora a un livello di interlocuzione informale”. Domani è prevista la riunione del collegio della Privacy, che dovrebbe iniziare a fare il punto e a capire quali siano le strade percorribili. L’obiettivo è quello di arrivare a un meccanismo per l’automatizzare la verifica della certificazione verde all’ingresso, e non scaricare sul personale dirigenziale l’onere del controllo.

Quel che è certo è che la strada di tamponi gratuiti dei quali si dovrebbero far carico le scuole, caldeggiata soprattutto dalla Lega, per Patrizio Bianchi è fuori discussione. “Dalla strada del green pass non si torna indietro”, ha spiegato ai suoi collaboratori, specificando che ovviamente un’eccezione sarà costituita dai soggetti considerati fragili per i quali la gratuità dei test sarà garantita.

A viale Trastevere si respira complessivamente un clima di ottimismo in vista della riapertura delle scuole. Secondo i dati trasmessi dalla struttura commissariale, la popolazione del personale scolastico non ancora vaccinata ammonta al solo 12,82%, pari a 186.571 persone, una quota che, sia pur lentamente, nelle ultime settimane si sta riducendo. A preoccupare è la disparità dei dati a livello regionale, e soprattutto la situazione di Sicilia, Sardegna e Calabria, fanalini di coda nella classifica di vaccinati rispettivamente con il 54,49, il 67,07 e il 67,17%. “Lì potremmo avere dei problemi - spiega una fonte di governo - e a maggior ragione dobbiamo risolvere la questione green pass”.

Oltre alla scuola l’esecutivo sta ragionando sulle prossime mosse per gestire e contrastare la pandemia. Il Comitato tecnico scientifico si riunirà nei prossimi giorni su richiesta del ministro Roberto Speranza per fornire un parere sulla possibile estensione della validità del certificato verde a 12 mesi. Un parere che al ministero si aspettano positivo, e che dovrebbe dare il via libera a una nuova norma. In corso di valutazione anche l’opportunità di procedere con una terza dose. “Verrà fatta sicuramente ai più fragili”, spiegano dalla Salute, ma non è escluso che nelle prossime settimane la valutazione venga allargata.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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