Il green pass Ue, dai test gratis alla clausola per lo Sputnik

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Milano, 28 apr. (askanews) – “Vogliamo un certificato omogeneo, unitario valido per tutti gli Stati membri, che sia una spinta, uno stimolo al recupero della libera circolazione nello spazio Schengen, perché senza Schengen non ci sarà recupero né economico né sociale”.

Così il Green Pass comunitario descritto in una intervista ad askanews dal socialista spagnolo Juan Fernando Lopez Aguilar, già ministro della Giustizia del governo Zapatero, e attuale presidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo.

Aguilar non nasconde che a causa della pandemia è stata erosa quella che è la componente più preziosa dell’Unione Europea: Schengen e la libera circolazione.

“È un diritto fondamentale ma per troppo tempo è stato sospeso e sottoposto a una somma di misure contraddittorie, prese unilateralmente dagli stati mebri. Spesso contro il codice Schengen che è un diritto vincolante. E per questo abbiamo chiesto una volta e una volta ancora alla Commissione di ristabilire Shengen”.

La commissione presieduta da Aguilar ha messo a punto un team negoziatore per il Green pass comunitario, con un mandato approvato dal Parlamento europeo. E insiste sulla gratuità dei tamponi per viaggiare:

“Non discriminatorio, gratuito, con un messaggio di gratuità anche per i tamponi PCR che sono diventati vincolanti e obbligatori per tutti quelli che vogliono viaggiare all interno dello spazio Schengen. Se è un obbligo non dovrebbe essere proibitivo dal punto di vista del suo prezzo. E che ci sia anche una limitazione dei propositi: i dati che vengono nel certificato devono essere unitari, accreditati da uno stesso titolo, valido in tutti gli Stati membri ma solo per il transito transfrontaliero tra gli Stati membri. Non si può utilizzare per andare a teatro o al ristorante o per la vita quotidiana all’interno degli Stati membri”.

Disponibile anche per i cittadini dell’UE che, ad esempio, sono stati vaccinati in Russia con lo Sputnik?

“Il regime generale del regolamento è proprio quello dell approvazione generale dell’Ema, ma c’è anche una clausola straordinaria per estendere il riconoscimento di vaccini a quelli che vengono riconosciuti nella lista di emergenza dell’Oms. E questa comprende anche Sputnik. Sempre che ci sia reciprocità: questo non vuol dire insomma che uno Stato membro possa contattare Sputnik e imporre il riconoscimento a tutti gli altri Stati membri. C è una clausola eccezionale proprio per quella situazione che lei ha descritto: un cittadino dell Unione europea può entrare con un certificato che è incluso nella lista di emergenza. Inoltre va anche notato che Sputnik è in processo di valutazione dell’Ema. Non è da escludere che prima o poi, più prima che poi, ci sia anche un riconoscimento di Sputnik da parte dell Ema”.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews, Afp