Il gruppo Borgomeo rileva la Gkn e finisce l'incubo licenziamenti

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AGI - Un regalo di Natale anticipato per i 422 lavoratori dello stabilimento Gkn di Campi Bisenzio è arrivato questa mattina con l'acquisizione integrale delle quote societarie da parte dell'imprenditore Francesco Borgomeo, finora advisor della vecchia proprietà, il fondo inglese Melrose.

Con la firma del passaggio di proprietà siglato in uno studio notarile a Roma finisce l'incubo licenziamento per gli operai e la messa in liquidazione dell'azienda.

“Fine del rischio licenziamenti. L'azienda ritira la messa in liquidazione e viene ritirata l'impugnazione contro il ricorso vinto dai sindacati sulla vecchia procedura di licenziamento”. Queste le prime parole pronunciate dal nuovo presidente Borgomeo che ha deciso di chiamare la nuova società QF Spa.

L'azienda

Gkn Driveline è una multinazionale inglese, fondata nel 1759, attiva nel settore dell'automotive, nella produzione di semiassi e di elementi di trasmissione. Dal 2018 è entrato a far parte del portafoglio del fondo inglese Melrose Industries.

Attualmente Gkn conta su 51 stabilimenti sparsi in 20 Paesi, per un totale di circa 27.500 dipendenti. In Italia ci sono due impianti: uno a Brunico, in provincia di Bolzano, e l'altro a Capalle, periferia del Comune di Campi Bisenzio, alle porte di Firenze.

I prodotti dello stabilimento toscano vengono assorbiti per l'80% dal gruppo Fca, ovvero Stellantis, per il restante 20% i gruppi Maserati, Audi, Bmw, Land Rover e Ferrari. 

La storia

Il 9 luglio scorso l'azienda Gkn, gestita dal fondo Melrose, ha comunicato con una mail ai 422 dipendenti i il licenziamento e la chiusura dello stabilimento senza ricorrere agli ammortizzatori sociali. Da allora è scattato il presidio permanente dello stabilimento che prosegue ancora oggi. Nel corso del mese hanno portato il loro sostegno e le loro idee ai lavoratori numerose istituzioni politiche (tra cui il ministro Orlando e la viceministra Todde) e componenti dei sindacati a livello nazionale e locale.

Il 13 luglio il sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi, ha firmato un'ordinanza che vieta ai tir di avvicinarsi alla fabbrica per avviare lo smantellamento.

Due giorni dopo il primo tavolo di confronto in Prefettura a Firenze tra Governo, sindacati e azienda ma senza nessun passo avanti. Il fondo inglese, in collegamento online, ha mandato avanti un avvocato per ribadire la propria posizione: “Decisione irreversibile e irrevocabile” ma disponibilità “a mitigarne l'impatto sociale”.

Il 19 luglio si è svolta una manifestazione di sostegno ai lavoratori, ‘Firenze difende il lavoro', in piazza Santa Croce a cui hanno preso parte 10.000 persone. A cui ha fatto seguito una mobilitazione nazionale a Campi Bisenzio che al grido ‘Insorgiamo' ha portato in corteo oltre 6.000 lavoratori accorsi da tutto il Paese.

Numerose le azioni di solidarietà nei confronti dei lavoratori da parte di personaggi del mondo dello spettacolo: Piero Pelù, Vasco Rossi, Gianni Morandi, Paolo Virzì, Claudio Verdone e tanti altri.

Tra loro il fumettista Zerocalcare che ha disegnato i volantini per le manifestazioni del Collettivo dei lavoratori. Il 30 luglio scorso la proprietà Gkn con una lettera ha chiesto lo sgombero e l'accesso alla fabbrica. La Fiom è ricorsa al Tribunale del Lavoro di Firenze per la violazione dell'art. 28 dello Statuto dei Lavoratori per condotta antisindacale. Il Tribunale ha accolto la contestazione congelando temporaneamente i licenziamenti.

Seguono nuove serrate trattative e incontri fino alla svolta, con Borgomeo che rileva l'azienda.

In una comunicazione inviata ai sindacati GKN Driveline Firenze in liquidazione sottolinea che giunge così a compimento il processo di transizione che, risolvendo la complessa vertenza, allontana definitivamente qualunque procedura di licenziamento collettivo e consente l'immediata partenza del percorso di reindustrializzazione del sito produttivo di Campi Bisenzio, percorso che verrà portato avanti dalla nuova proprietà.

Per il mese di dicembre, Gkn garantirà ai dipendenti lo stipendio integrale nonché il riconoscimento di una somma equivalente al premio di produzione 2020, per il personale operaio, e una somma in via equitativa per quello impiegatizio, quali condizioni di miglior favore.

Sul fronte sindacati il passaggio a Borgomeo delle quote della ormai ex GKN di Campi Bisenzio a Firenze "è il risultato della lotta dei lavoratori, della mobilitazione, del presidio e della custodia della fabbrica che ci permette di contare su uno stabilimento pronto a ripartire, e all'azione sindacale e legale messa in campo dalla Fiom che con il ricorso in Tribunale ha evitato che a settembre vi fossero i licenziamenti", dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive e Daniele Calosi, segretario generale Fiom-Cgil Firenze, Prato e Pistoia.

La fiom chiede che la "nuova proprietà si attivi da subito per chiedere un incontro urgente al ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza delle organizzazioni sindacali e di Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze e Comune di Campi Bisenzio, per informare e confrontarsi al fine di raggiungere un'intesa di cui dovranno farsi garanti le Istituzioni".

"In quella sede - aggiungono - sarà necessario dettagliare un cronoprogramma che parta dal rendere noto chi sono gli investitori e quali i loro piani industriali".

"Al dottor Borgomeo, che ha denominato la nuova azienda QF, a significare 'Fiducia nel Futuro della Fabbrica di Firenze' - proseguono De Palma e Calosi - diciamo che la Fiom e i lavoratori avranno fiducia nel futuro sulla base del piano industriale, solido e concreto, che garantisca la continuità occupazionale ed il mantenimento dei diritti acquisiti dei lavoratori. Ricordiamo che, qualora i soggetti impegnati nella reindustrializzazione, per qualsiasi motivo economico e di mercato non dovessero palesarsi, spetterà al proprietario presentare un piano industriale con le suddette garanzie e la compartecipazione di Invitalia". 

Per la Uilm “il passaggio di proprietà di Gkn a Francesco Borgomeo rappresenta sicuramente una tappa importante per realizzare un piano di reindustrializzazione dello stabilimento di Campi Bisenzio".

Lo dichiarano Gianluca Ficco, Segretario generale Uilm, e Davide Materazzi, Segretario Uilm Firenze-Arezzo, secondo cui tuttavia non si può abbassare l'attenzione: "ci aspettiamo - scrivono in una nota - che le istituzioni, locali e nazionali, continuino a seguire da vicino e concretamente questa vicenda fino a una positiva conclusione per i circa 400 lavoratori coinvolti. Confidiamo che il dottor Borgomeo sarà in grado di imprimere una svolta a questa vertenza, ovvero riportare a lavoro nel periodo più breve possibile tutti i lavoratori del sito toscano".

"A questo punto - concludono - è di necessaria importanza che venga convocato al più presto un incontro al ministero dello Sviluppo economico”.

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