Il lato oscuro dell'Arabia Saudita: 17 decapitazioni in due settimane

Il lato oscuro dell'Arabia Saudita: 17 decapitazioni in due settimane
Il lato oscuro dell'Arabia Saudita: 17 decapitazioni in due settimane

Proprio nella giornata di festa nazionale in Arabia Saudita, indetta dal regime di Riyad dopo la clamorosa vittoria della Nazionale dei “Falchi” contro l’Argentina ai Mondiali di calcio in Qatar, l’Onu ha ricordato un triste dato che riguarda il Paese del Golfo: dal 10 novembre sono stati decapitati 17 uomini per reati di droga e contrabbando.

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I giustiziati sarebbero quattro siriani, tre pachistani, tre giordani e sette sauditi. È quanto rivelato dalla portavoce dell’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Liz Throssell, che sottolinea: “Nelle ultime due settimane le esecuzioni sono avvenute quasi quotidianamente in Arabia Saudita dopo che le autorità hanno posto fine a una moratoria non ufficiale di 21 mesi sull'uso della pena di morte per reati legati alla droga”.

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Ma non si tratta, purtroppo, di un record: lo scorso agosto, l'ong Esohr, che si batte per i diritti umani in Arabia Saudita, ha reso noto che nella prima metà del 2022 erano state eseguite 120 esecuzioni, di cui 81, mediante decapitazione, sono avvenute in un solo giorno a marzo. Le altre forme di pena di morte previste in Arabia sono la crocifissione, la lapidazione e la fucilazione.

Sempre secondo Esohr, almeno 40 esecuzioni nella prima metà dell'anno hanno riguardato attivisti per i diritti umani. Inoltre sulla giustizia saudita gravano pesanti ombre, poiché le garanzie processuali, come la presenza di un avvocato difensore, sono carenti. Le Nazioni Unite chiedono che Riyad torni ad applicare una moratoria almeno sulle condanne a morte per droga. Imporre la pena capitale per reati di droga è infatti incompatibile con le norme internazionali.

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Il pressing dell’Onu e delle ong rischia però di restare fine a se stesso: a differenza dell'Iran, sanzionato dalla Ue per la violenta repressione delle proteste interne, l’Arabia Saudita può far leva sulle consolidate relazioni con l'Occidente in quanto detiene un ruolo fondamentale per l'approvvigionamento di petrolio e gas, soprattutto in questo delicato scenario internazionale contrassegnato dalla guerra tra Ucraina e Russia.

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Negli ultimi mesi, vari governi europei, tra cui quello tedesco, hanno intensificato gli scambi diplomatici con i vertici sauditi, ma nei report degli incontri bilaterali i temi sulla pena di morte e sui diritti umani sono rimasti in secondo piano.

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