Il lato oscuro di Spotify. Dentro il mercato nero del doping dello streaming musicale

Luca Piras
·Video editor, Contributor HuffPost Italia
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(Photo: Lucas Jackson / Reuters)
(Photo: Lucas Jackson / Reuters)

Il 7 ottobre 2008 l’industria discografica mondiale ha subìto una radicale trasformazione che ha cambiato per sempre gli usi e i costumi legati al consumo sonoro. Spotify ha inaugurato l’era dello streaming e rivoluzionato il mercato discografico proponendo un catalogo potenzialmente infinito di brani, album e podcast. Un sogno per qualsiasi appassionato di musica. Ma questa visione onirica in grado di soddisfare qualsiasi palato sonoro cela un lato oscuro che ora rischia di compromettere, almeno in parte, la mission del colosso dello streaming svedese.

Il problema riguarda un vero e proprio mercato nero dello streaming che, attraverso dei bot, aumenta artificialmente il contatore degli ascolti degli artisti. La questione è stata sollevata pubblicamente su Facebook nel maggio 2020 da “Sei tutto l’indie di cui ho bisogno” (una community specializzata sulla musica indipendente) e da “Le Rane” (una webzine musicale). Le due pagine social hanno lanciato un sondaggio – completamente anonimo – per artisti emergenti per verificare la portata di questo fenomeno. Al termine del sondaggio sono stati centinaia i giovani artisti italiani che hanno confermato di essere stati almeno contattati per entrare nel circuito del “doping dello streaming”.

Il modus operandi che si cela dietro la mercificazione dello streaming, come ha spiegato a HuffPost Giovanni Carnazza (produttore discografico de “Le Siepi Dischi”), è sempre lo stesso. Artisti emergenti e giovani produttori indipendenti vengono adescati sui social - in particolare Instagram e Facebook - da curatori privati di playlist su Spotify. Questi selezionatori musicali propongono, in cambio di un abbonamento mensile che ha un costo che varia solitamente dai 20 ai 50 euro, di inserire le canzoni degli artisti all’interno di playlist che faranno lievitare positivamente i dati d’ascolto. Tale incremento dello streami...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.