Il leader dei Verdi spiega che il diritto di tribuna è irricevibile e che Calenda “conta meno” di loro

Angelo Bonelli
Angelo Bonelli

Angelo Bonelli proprio non ci sta, a fare lo “spettatore privilegiato” di un’elezione che vuole condurre da protagonista sui temi per i quali si batte da sempre e al Corriere della Sera spiega sull’accordo preso: “Posti e contenuti sono da rinegoziare”. Il leader dei Verdi spiega che il diritto di tribuna offerto dal Partito Democratico è irricevibile e che Carlo Calenda “conta meno” di loro.

Bonelli: “Posti e contenuti da rinegoziare”

Ha detto Bonelli: “È una proposta irricevibile, noi siamo un progetto politico che si sta fortemente radicando e riteniamo di avere più voti dello stesso Calenda”. Poi spiega: “Basta guardare i risultati delle ultime Amministrative: noi abbiamo preso 70 consiglieri comunali con una media del 3%, Calenda è andato abbondantemente sotto”. E sui collegi uninominali dove i Verdi non avrebbero posto Bonelli chiarisce: “Quell’accordo per noi non è vincolante. E poi se non candidano me e Fratoianni, allora non si candidano nemmeno gli altri: Calenda, Della Vedova, Di Maio, Tabacci e Letta. I punti dolenti sono altri”. E quali? “Dobbiamo discutere nei contenuti, i nostri li riteniamo fondamentali. Pensiamo che sia necessario e urgente intervenire per contrastare l’emergenza climatica, incentivare l’energia rinnovabile, affermare il no al nucleare e stoppare il rincaro delle bollette”.

“Noi non siamo qui a scopo ornamentale”

In ordine a queste richieste, molte delle quali in antitesi con la visione di Azione, Bonelli chiosa: “Sono ottimista. Mi domando come il Pd di fronte a istanze che nel Paese sono molto sentite possa decidere di rinunciarvi. La presenza dei Verdi e della sinistra non è ornamentale”.

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