Il leader del Carroccio lancia il tour “L’Italia che vogliamo” e detta la linea di partito sulla guerra

Matteo Salvini prima del suo intervento
Matteo Salvini prima del suo intervento

Dal palco della convention della Lega a Roma Matteo Salvini lo ha detto chiaramente: “A questo governo avrei detto di no”, lui all’esecutivo Draghi ha aderito solo per “senso di responsabilità”. Il leader del Carroccio lancia il tour “È l’Italia che vogliamo” e detta la linea del partito sulla guerra e sulle questioni interne, prima fra tutti quella squisitamente politica di recuperare rispetto a Fratelli d’Italia che ormai ha la premiership nel centro destra che fu terreno di Salvini. E sulla guerra? L’ennesimo “strappo” con il governo dopo quello sulle armi, con Salvini che dice no all’ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia: “Sono Paesi sovrani ma io ragiono solo in termine di pace. Quello che avvicina la pace va fatto subito, quello che la allontana va messo in lista di attesa. Portare i confini dell’Alleanza atlantica ai confini con la Russia avvicina la pace? Lascio a voi giudicare”.

Salvini “mattatore” alla Convention della Lega

Lui, Matteo Salvini, è rimasto seduto per quasi nove ore in prima fila prima di parlare. Ha ascoltato tutti, quelli che sono con lui e quelli che da tempo lo sono un po’ meno, e poi ha parlato: Il tour di ascolto e “monitoraggio” del paese, “È l’Italia che vogliamo”, proseguirà fino a febbraio regione per regione. Ha detto Salvini: “Vogliamo costruire l’Italia che lasceremo ai nostri figli. Il programma con cui ci presenteremo, e penso vinceremo le elezioni, non lo facciamo in un ufficio ma con 20 incontri in tutte le Regioni ascoltando tutti coloro che rendono grande questo Paese”. Sei macro temi ed un filo comune ,come la Lega li affronta: fisco, giustizia, lavoro, geopolitica, energia e autonomia.

La scelta obbligata con la pandemia

Salvini l’ha detta chiara: “Siamo entrati in un governo complicato. Se avessi dovuto fare un calcolo di partito avrei detto di no ma con la pandemia è stato mio dovere mettere davanti all’interesse del partito il futuro dell’Italia. E sono sicuro che gli italiani ce lo riconosceranno”. Insomma, nei sondaggi si cala perché si è fatta una scelta sofferta che è stata etica e non strategica. E ancora, sul voto: “Solo unito il centrodestra vince e governa questo Paese. Le divisioni aiutano solo il campo avverso. La Lega è promotrice di una coalizione unita. Cercano di farci litigare con Giorgia, con Silvio, ma più ci provano e meno ci riescono”.

La Lega che “punta a vincere”

Poi Salvini ha spiegato che “l’importante è che tutti abbiano lo stesso obiettivo. Il mio non è ‘l’importante è partecipare ma puntare a vincere. Non mi accontento di tutelare l’interesse del mio partito a costo di perdere. Anche a queste elezioni amministrative ho chiesto a donne e uomini della Lega di fare un passo indietro per il bene della coalizione”. Poi la chiosa: “Ecco, io spero che lo stesso spirito di unità animi tutto il centrodestra, e non solo qualcuno, ma ne sono assolutamente sicuro. Non ho voglia né tempo da perdere in litigi. L’obiettivo è là, il centrodestra deve tornare ad essere una comunità di diversi, con un obiettivo comune: governare per cambiare in meglio il paese. Abbiamo il dovere di prenderlo per mano”.

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