Il leader di Forza Italia deve lavorare su due fronti: consolidare quelli che ha e cercarne altri

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Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

A volerla analizzare bene l’Operazione Scoiattolo, cioè la mossa di Silvio Berlusconi per succedere a Mattarella e trovare i voti per il Quirinale, contiene già nel nome la sua duplice natura: quella figa e operativa, con quell’altisonante e guerriero “operazione” e quella di ramazza, a contare che lo scoiattolo se ne va per boschi a raccattare noci e ghiande sperse dagli alberi che le hanno prodotte.

La mossa di Berlusconi: parte l’operazione scoiattolo per arrivare al Colle

Il dato empirico è che per salire (ascendere) al Colle il leader di Forza Italia deve lavorare su due fronti: consolidare quelli che ha, 452 su cui non giurerebbe nemmeno Emilio fede, e cercarne altri 52, quelli che gli mancano per arrivare a quota 504 e piazzare il colpaccio gobbo alla quarta chiama. Per questo esatto motivo domani, 11 gennaio, Berlusconi sarà esattamente lì dove le ghiande cadono dagli alberi-madre: a Roma.

Operazione scoiattolo: cosa agevola e cosa potrebbe mettere in crisi la mossa di Silvio Berlusconi

Ci andrà con il tiepido anche se spergiurato appoggio di Salvini e Meloni, con l’endorsement del presidente del Ppe Antonio Lopez che sul Giornale (ma va?) lo ha unto Salvatore della Repubblica (con Draghi a salvarla davvero da Palazzo Chigi però) e con l’incognita di un voto, anzi, di una raccolta guastata. Da cosa? Dal covid che, maledettissimo comunista, non tiene conto delle strategie e potrebbe spedire sotto le coperte proprio gli uomini che servono al Cav. In più c’è l’incognita dei franchi tiratori ma è incognita bifronte, perché quelli ci sono sempre stati e ben vedere proprio sui franchi tiratori Berlusconi conta per mettersi nelle guance le sue ghiande per il Colle.

Come funziona l’operazione Scoiattolo con le “ghiande” Cinquestelle: la mossa di Berlusconi per trovare 52 voti di protesta

Chi sono? I diversamente profughi del M5S, a cui il Cav ha lisciato la coda parlando bene del Reddito di Cittadinanza e che si preparerebbero a fare la “pompetta” a Giuseppe Conte su nomi “calati dall’alto che noi non condividiamo”. Nomi usciti da riunioni segrete e poi vanificate dalla vanità grulla dell’onnipresente Casalino che manda i messaggi sulle chat sbagliate. Tutto bene dunque, solo che il Cav dovrebbe ricordare che lo scoiattolo è un roditore e che a Roma, dove sta andando, la sua azione più nota si dice “rosicare”.

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