Il leader di Impegno Civico e la strategia di candidarsi con il Pd mettendo i suoi sotto il suo nome

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Chi lo conosce bene e soprattutto chi ci ha parlato ha riferito a Repubblica che Luigi Di Maio è scontento perché “a Calenda è stato concesso troppo”. Il senso è che per portare a casa l’accordo con il leader di Azione Enrico Letta ha dovuto mettere ai margini di visibilità gli altri potenziali alleati e questo a Di Maio non sta bene, non gli piace al punto che il leader di Impegno Civico potrebbe essere costretto a tentare la strategia di quello che Repubblica definisce “il partito in contumacia”.

Di Maio: “A Calenda è stato concesso troppo”

Cioè? Candidarsi con il Pd mettendo i fedelissimi sotto il suo nome con IC. Pare che Di Maio abbia detto: “Si parla di tenere fuori gli estremisti, gli anti-atlantisti e poi si punisce il ministro degli Esteri che ha tenuto la barra sulla guerra in Ucraina e denunciato le ambiguità di Conte, Berlusconi e Salvini su Putin?“. Insomma, a Di Maio l’accordo con Calenda sembra un capestro che soffoca gli altri “runner” della coalizione, in più lui vede nella fiducia assoluta in Calenda un vero rischio.

Lo sfogo con Letta per metterlo in guardia

Fonti di Repubblica spiegano che di questa faccenda Di Maio pare abbia parlato a muso duro anche con Letta. Ma cosa gli avrebbe detto? Repubblica “traduce”:  “Sei sicuro che non faccia come dopo le europee e se ne vada per conto suo un minuto dopo il voto? Insomma, per il ministro al leader di Azione è stato concesso troppo “e il conto lo pagano altri”.

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