Il leader di Kiev cita una trattativa di otto anni fa e pone le condizioni per tornare al tavolo

Volodymyr Zelensky
Volodymyr Zelensky

Volodymyr Zelensky lo ha detto con molta chiarezza nella puntata di Porta a Porta che andrà in onda stasera, giovedì 12 maggio: “Pronti a trattare solo sei i russi se ne vanno dall’Ucraina”. In collegamento con la trasmissione condotta da Bruno Vespa il leader di Kiev snobba la proposta di Emmanuel Macron, cita una trattativa di otto anni fa e pone le condizioni per tornare al tavolo. In esordio Zelensky ha detto: “Siamo grati al popolo italiano per il supporto, vi sentiamo vicini”.

“Pronti a trattare sei i russi se ne vanno”

Poi l’affondo sulle possibili soluzioni arrivate anche da Parigi per la crisi: “Noi non dobbiamo cercare una via d’uscita per la Russia. So che Putin voleva portare a casa qualche risultato ma non lo ha trovato”. E ancora: “Proporre a noi di cedere qualcosa per salvare la faccia del presidente russo non è corretto da parte di alcuni leader, non siamo pronti a salvare la faccia a qualcuno pagando con i nostri territori, non penso sia una cosa giusta”. Insomma, a Zelensky la possibilità ventilata da Macron di cercare di evitare un’umiliazione per la Russia nei negoziati piace poco.

Colloqui resi difficili dagli attacchi di Mosca

E sui colloqui? Quelli ansimano: “Per quel che riguarda le trattative con la Russia, la questione si complica ogni giorno perché ogni giorno i russi occupano villaggi. Perché molte persone hanno lasciato le loro case o sono state uccise dai russi. Questo complica molto la possibilità di condurre trattative, vogliamo che capiate che la nostra società è molto pacifica, da otto anni volevamo fare una trattativa”. Il presidente ucraino si è detto disposto a parlare con Vladimir Putin, ma ad un patto: “Sono pronto a parlare con Putin, ma non devono esserci ultimatum. E i russi devono uscire dal nostro territorio, è il primo passo per poter parlare”.

“La Crimea alla Russia? Mai”

Poi il nodo Crimea: “Non ho mai parlato di riconoscere l’indipendenza della Crimea, non la riconosceremo mai come parte della Russia. La Crimea ha sempre avuto la sua autonomia, ha uno suo parlamento, ma all’interno dell’Ucraina. Siamo pronti a parlare con la Russia, ma adesso lasciamo da parte una decisione sula Crimea, se ostacola le nostre trattative”.

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