Il legale della vedova di 'Renatino' De Pedis ha querelato il fratello di Emanuela Orlandi

Andreas SOLARO / AFP

AGI - L'avvocato Maurilio Prioreschi, legale della moglie di Enrico 'Renatino' De Pedis, ha querelato per diffamazione Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, la 14enne scomparsa a Roma nel giugno del 1983. La denuncia è legata ad alcuni post che Orlandi ha pubblicato su Facebook un mese fa. Nel primo, del 14 maggio, Pietro Orlandi "sosteneva, tra l'altro, di avere parlato con la signora Carla Di Giovanni (vedova di De Pedis e deceduta nel 2020) - ha detto il penalista - e che, in tale circostanza, quest'ultima lo avrebbe messo al corrente di alcuni suoi presunti incontri con un colonnello della Gendarmeria Vaticana". Una ricostruzione, a detta sempre di Prioreschi, falsa in quanto la vedova di Renatino "non ha mai incontrato Orlandi".

Il querelante fa riferimento anche ad un secondo post pubblicato dal fratello di Emanuela Orlandi alcuni giorni dopo, il 18 maggio, in cui precisava di "non avere mai incontrato di persona la signora Di Giovanni" aggiungendo che "nel 2012 chiesi al suo avvocato se potevo incontrarla e lui me lo sconsigliò, dicendomi che aveva un carattere un po' particolare e non era il caso di incontrarla, facendomi dei gesti con la mano come per dirmi è un po' instabile, al che io non conoscendola mi ero anche dispiaciuto, vista la situazione della dissepoltura del marito, pensando in quel momento che fosse una persona, considerando anche l'età, un po' fuori di testa'".

Per l'avvocato Prioreschi questa ricostruzione è "del tutto inverosimile" e "oggettivamente falsa" perchè rappresenta "il sottoscritto come un legale che interloquendo con un terzo (anzi, con una controparte, almeno potenziale), in spregio di qualsivoglia elementare regola professionale, avrebbe espresso apprezzamenti negativi sulla stabilita' mentale della propria cliente. Quel giorno non vi fu alcun colloquio 'privato' tra me e Orlandi che sarebbe avvenuto, oltretutto, in violazione delle regole deontologiche, che impongono ad un legale di non avere contatti diretti con la controparte".

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