Il Libano al voto tra crisi economica e sociale e voglia di cambiamento

In Libano si vota in un clima di grande instabilità politica e finanziaria.

Tra inflazione alle stelle e blackout di elettricità di vecchia memoria, tutte cose che peseranno sul voto di oggi.

Taha Maassarani gestisce un negozio di famiglia a Tripoli nel nord del Paese. Gli affari vanno abbastanza bene per lui, ma è persuaso che il governo stia facendo poco per il Paese.

“Il governo, solo il governo e anche i libanesi, perché siamo noi che li abbiamo mandati a governare. Ma non c'è niente di positivo. Non c'è alcuna visione, educazione nessun supporto per l'infanzia. Niente di niente".

“È il primo appuntamento elettorale dalla terribile esplosione al porto di Beirut due anni fa. Decine di persone persero la vita, migliaia i feriti, migliaia coloro rimasti senza casa. La gente con cui ho parlato accusa la mancanza di indagini serie, tipico dell'inerzia di questo sistema politico".

“Abbiamo perso le speranze ormai e non abbiamo alcuna risposta. Ci sono state anche altre esplosioni nel 2005 per esempio".

Il sistema elettorale e politico libanese è complesso e si basa sulla rappresentanza confessionale a livello politico di tutte le forze religiose. Forza e limite di un sistema che predetermina il voto di un elettore in base alla propria confessione.

“Non posso votare il candidato che vorrei a causa della mia religione, perché non condividiamo la stessa fede".

Gli osservatori europei in missione nel Paese già da settimane sorvegliano sulla regolarità del voto.

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