"Il Long Covid potrebbe abbracciare quattro diverse sindromi": lo studio

Adalgisa Marrocco
·Contributor HuffPost Italia
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(Photo: conceptual,fashion,advertising via Getty Images)
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Essere contagiati dal Covid-19, sconfiggerlo e convivere con sintomi e malesseri a mesi dalla negativizzazione: la sindrome è stata battezzata “post-Covid” o “Long Covid” e oggi gli esperti svelano come potrebbe colpire le persone abbracciando quattro differenti sindromi.

Lo afferma un rapporto del National Institute for Health Research inglese, ripreso dalla Bbc. Stanchezza, fiato corto, eruzioni cutanee, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione, dolori diffusi: è lunghissima la lista dei sintomi lamentati dai pazienti ex Covid. Adesso gli scienziati avanzano l’ipotesi che essi possano appartenere alle seguenti condizioni:

1. Sindrome post terapia intensiva (PICS);
2. Sindrome post-affaticamento virale (PVFS);
3. Danno permanente d’organo (POD);
4. Sindrome Covid a lungo termine (LTCS)

Il percorso di ricerca per fare chiarezza sul “Long Covid” a livello scientifico si preannuncia lungo, ma gli accademici del National Institute for Health Research hanno cercato di delineare i profili dei disturbi segnalati dai pazienti.

Nella condizione classificata come “sindrome da post-terapia intensiva”, i pazienti che sono sopravvissuti a un periodo in terapia intensiva sono troppo deboli per stare seduti da soli o sollevarsi dal letto. Alcuni possono perfino avere difficoltà a parlare o deglutire. Dal punto di vista psicologico, taluni hanno sviluppato forme depressive o disturbo da stress post-traumatico.

Nella “sindrome post-affaticamento virale” a prevalere sono la stanchezza e l’annebbiamento, costituendo una condizione osservata anche dopo l’infezione da altri virus come enterovirus o rosolia: a sottolinearlo è la dottoressa Elaine Maxwell, tra gli autori del report del National Institute for Healt Research.

Si parla poi di “danno permanente d’organo”. Su questo fronte la dottoressa Maxwell afferma: “Alcuni soggetti presentano prove di danni permanenti agli organi causati dal virus, in particolare ai polmoni e al cuore”. Non è ancora chiaro se il danno post-Covid-19 osservato in alcuni casi anche su fegato e pancreas possa essere permanente.

Infine, gli scienziati parlano della “sindrome Covid a lungo termine” come della condizione più diffusa e difficile da inquadrare a livello clinico. La dottoressa Elaine Maxwell afferma che, in questo caso, i pazienti lamentano “montagne russe di sintomi che riguardano tutto il corpo”. Si tratta di disturbi fluttuanti transitori, la cui intensità è variabile: essi potrebbero essere dovuti alla condizione di un sistema immunitario colpito e in ripresa, suggeriscono gli esperti.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.