Il lunedì nero delle proteste a Hong Kong

È altissima la tensione a Hong Kong, dove gli attivisti pro-democrazia sono tornati per le strade e hanno bloccato i trasporti, scatenando il caos, in un contesto di violenza contro coloro che cercavano di aggirare lo sciopero generale indetto dai manifestanti. La polizia ha arrestato oggi 82 persone. Dal 9 giugno, data d'inizio delle proteste, gli arresti complessivamente sono stati 500, di cui 50 hanno portato a incriminazioni ufficiali incriminate.
Copia
La governatrice dell'ex colonia britannica, Carrie Lam, è comparsa affiancata dagli uomini dell'esecutivo dinanzi alla stampa e ha tenuto un discorso in cui ha ripetuto la posizione del governo ma ha anche avvertito che le proteste di chi chiede di "liberare" Hong Kong mettono la città in una situazione "molto pericolosa" e rischiano di portarla alla distruzione. La governatrice ha anche ribadito la sua intenzione di rimanere in carica e, di fronte alle critiche per la brutalità della polizia, ha chiesto di comprendere la "tremenda pressione" a cui, da nove settimane, sono sottoposte le forze di sicurezza.


Intanto, si attende domani una conferenza stampa a Pechino delle autorità cinesi che annunceranno "qualcosa di nuovo" per Hong Kong. Si tratta della seconda conferenza stampa di rappresentanti di Pechino in due settimane: a parlare, saranno due rappresentanti dell'ufficio del Consiglio di Stato per gli Affari di Hong Kong e Macao (Hkmao), che già la settimana scorsa aveva rotto il silenzio sulle proteste a Hong Kong e aveva tenuto il primo briefing per la stampa da quando la ex colonia britannica è tornata sotto la sovranità cinese nel 1997. In quell'occasione, era stato affermato il sostegno alla Lam e alla polizia cittadina.

Agenti che anche oggi hanno usato i gas lacrimogeni contro i manifestanti per sgomberare le principali arterie della città, paralizzata dallo sciopero convocato su Internet dai lavoratori di una ventina di settori. Scontri si sono registrati nella zona finanziaria di Admiralty, nel quartiere turistico di Tsim Sha Tsui, così come nelle aree residenziali di Wong Tai Sin e Tai Po.


Migliaia di persone hanno aderito allo sciopero e una fonte governativa ha confermato che molti impiegati avevano chiesto lunedi' come giornata di permesso o di congedo per malattia. Otto linee della metropolitana hanno smesso di funzionare totalmente o parzialmente, e tra queste quella per l'aeroporto, dove 250 voli sono stati cancellati e decine di altri hanno subito lunghi ritardi.

Mentre la città è scossa dalle proteste, l'attivista piu' noto di Hong Kong, Joshua Wong Chi-fung, uno dei leader delle proteste pro-democrazia nel 2014, ha ammonito con un messaggio su Twitter che "l'estate del malcontento continuerà" e che "le richieste di democrazia non finiranno mai con la repressione dei diritti umani".