Il Lussemburgo è il primo Paese in Europa a legalizzare la cannabis

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AGI - Svolta del Lussemburgo sull'uso ricreativo della cannabis: da dicembre gli adulti di più di 18 anni potranno coltivarla in casa solo per uso personale.

Con il via libera del governo, il Lussemburgo diventa il primo Paese in Europa a legalizzare la produzione e il consumo di cannabis, in un provvedimento teso al contrasto del mercato illegale.

In base alla riforma di legge adottata, i cittadini maggiorenni potranno legalmente coltivare sul proprio balcone, terrazzo o giardino fino a 4 piante di cannabis a testa - ovvero per ciascuna componente maggiorenne del nucleo famigliare - per il consumo individuale. Inoltre sarà autorizzato il commercio dei semi senza alcun limite alla quantità o ai livelli di Tetraidrocannabinolo (THC), il principale costituente psicoattivo.

Il governo ha precisato che sarà possibile acquistare semi nei negozi, importarli o acquistarli online. C'è anche l'intenzione di consentire la produzione domestica di semi per scopi commerciali, ma i piani sia per una catena di produzione nazionale che per la distribuzione regolamentata dallo Stato sono stati ritardati dalla pandemia di Covid.

“Pensavamo di dover agire poichè abbiamo un problema con la droga e la cannabis è la più utilizzata e costituisce una grossa fetta del mercato illegale”, ha dichiarato il ministro della Giustizia, Sam Tamson. È con questa motivazione che l'esecutivo lussemburghese ha deciso di modificare la legge sulla produzione e il consumo di cannabis.

“Vogliamo iniziare permettendo alle persone di coltivarla a casa. L'idea è che un consumatore non si trovi in ​​una situazione illegale se consuma cannabis e così facendo non supportiamo l'intera catena illegale dalla produzione al trasporto alla vendita dove c'è molta miseria collegata” ha spiegato Tamson.  

Verrà mantenuto un divieto legale del consumo e del trasporto di cannabis o prodotti a base di cannabis in pubblico e il commercio di cannabis o prodotti a base di cannabis diversi dai semi, a titolo gratuito o a pagamento, resta proibito. Con un ammorbidimento della legge, tuttavia, il consumo e il trasporto di una quantità fino a 3 grammi non sarà più considerato reato, ma classificato come illecito.

Le multe saranno ridotte a soli 25 euro per il possesso di meno di 3 grammi, rispetto a quelle di 251 euro a 2.500 euro di oggi. "Al di sopra dei tre grammi, noncambia nulla, sarai considerato un rivenditore. Ci sarà tolleranza zero anche per chi la trasporta", ha sottolineato Tamson. È previsto un sistema di produzione e distribuzione regolamentato dallo Stato per garantire la qualità del prodotto con i ricavi delle vendite da investire "principalmente nella prevenzione, nell'istruzione e nell'assistenza sanitaria nel vasto campo delle dipendenze", affermano fonti del governo.

Il quadro generale della revisione della legge era stato definito due anni fa in un accordo di coalizione tra liberali, socialdemocratici e verdi.

Il Lussemburgo raggiunge così Canada, Uruguay e 11 Stati Usa nel violare una convenzione delle Nazioni Unite sul controllo degli stupefacenti, che impegna i firmatari a limitare "esclusivamente per scopi medici e scientifici la produzione, la fabbricazione, l'esportazione, la distribuzione delle importazioni, il commercio, l'occupazione e il possesso di droghe "compresa la cannabis". 

L'Uruguay è diventato il primo Paese al mondo a creare un mercato nazionale legale della marijuana, quando ha legalizzato la droga nel 2013, e il Canada ha seguito l'esempio nel 2018.

Nei Paesi Bassi, forse il Paese europeo più associato a un atteggiamento morbido nei confronti dell'uso della cannabis, il possesso e il commercio sono tecnicamente illegali. In Olanda vige una "politica di tolleranza" in base alla quale l'uso ricreativo è ampiamente accettato entro i limiti.  

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