Il lutto degli ebrei italiani per Halle: c'è pericolo estremista

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Roma, 9 ott. (askanews) - Al termine del digiuno solenne dello Yom Kippur la Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha inviato il seguente messaggio all'ambasciatore tedesco in Italia Viktor Elbling: "Caro ambasciatore Elbling, mentre eravamo in preghiera nelle nostre sinagoghe nel digiuno solenne dello Yom Kippur, i nostri fratelli tedeschi, nella sinagoga di Halle, venivano attaccati da un criminale neonazista. Quella che va concludendosi è una giornata drammatica per gli ebrei di Germania, per il popolo tedesco, per tutti coloro che credono in un'Europa di pace, speranza, convivenza tra identità e religioni diverse. I fatti di Halle, nella loro tragica dinamica, ci riportano a un altro 9 ottobre, di 37 anni fa, quando ad essere colpito fu il Tempio Maggiore di Roma e a perdere la vita un bambino di appena due anni, Stefano Gaj Taché. Oggi era Yom Kippur, il solenne digiuno che costituisce il momento più sacro dell'anno ebraico. Allora era Shemini Atzeret, la conclusione di Sukkot, la Festa delle Capanne, un altro momento dalla forte valenza simbolica. Non abbiamo dimenticato e mai dimenticheremo. La speranza è che le autorità competenti sappiano dare al più presto un nome e un'identità agli artefici di questa nuova carneficina, facendo in modo che siano messi in condizione di non poter più nuocere. Fare giustizia però non sarà sufficiente. Servirà, da parte di tutti, un autentico scatto di consapevolezza della vastità del pericolo estremista, in ogni sua forma e declinazione, e della necessità sempre più urgente di una sua efficace repressione per il bene di tutti, non solo della comunità o dell'istituzione specifica che viene colpita. È una sfida che i nostri due Paesi devono essere in grado di affrontare insieme a tutti gli altri partner europei, consapevoli che da questo impegno passa la strada di un futuro senza odio, antisemitismo, razzismo in ogni sua forma. Alle famiglie delle vittime il più profondo cordoglio di tutto l'ebraismo italiano".