Il M5s accelera per entrare nel gruppo S&D, confronto con Pd

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AGI - La manovra di avvicinamento del Movimento 5 Stelle al gruppo dei Socialisti e Democratici in Europa è cominciata.

A confermarlo sono fonti della delegazione Pd al Parlamento Europeo, dopo che il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, aveva indicato quella strada in una intervista di sabato: "Noi stiamo lavorando a una coalizione progressista e anche in Europa, nel Parlamento Europeo, dobbiamo guardare a quell'area, aderendo all'S&D. Sono invece i gruppi delle destre europee a cui guarda Salvini che ammiccano ai no vax. Noi dobbiamo essere una forza che abbia responsabilità sociale".

Parole che arrivano al termine di un 'lungo corteggiamento' fra i pentastellati e i socialisti europei.

L'ufficializzazione del matrimonio non arriva ancora perché, stando a quanto viene spiegato, "ci sono da verificare ancora alcune condizioni".

Tra le condizioni da verificare, spiegano fonti parlamentari M5s, ci sarebbe anche la posizione del vicepresidente del Parlamento Europeo, Fabio Massimo Castaldo.

A gennaio, infatti, scade il mandato dell'attuale presidenza. David Sassoli è in predicato per una riconferma, dopo che i popolari hanno escluso che Manfred Weber possa correre per quella carica.

Ma se M5s aderisse a S&D le possibilità che l'esponente pentastellato possa conservare la carica di vice sarebbero ridotte al lumicino. Di qui lo scoglio che, tuttavia, appare facilmente aggirabile, stando a quanto viene spiegato da fonti di Bruxelles: il M5s non può rimanere nel Gruppo Misto che, in Europa, ha un peso irrilevante.

Deve collocarsi e lo farà presto, viene assicurato. Il timing recita "prima della fine di dicembre", ma l'intervista di Di Maio e il via libera del Partito Democratico potrebbero imprimere una nuova accelerazione.

 "Avvicinandosi la metà della legislatura e quindi un momento importante per la vita delle istituzioni comunitarie ci stiamo confrontando con i Cinquestelle su tutte le questioni politiche e organizzative, questa settimana proseguiremo le discussioni", sottolinea il capodelegazione del Pd al Parlamento Europeo, Brando Benifei.

Fonti del Nazareno confermano che la discussione politica è comunque aperta. Il 25 ottobre scorso il tema sarebbe stato trattato nel pranzo tra i due leader Enrico Letta e Giuseppe Conte.

Al momento una negoziazione vera e propria ancora non è in corso, spiega una fonte di primo piano al parlamento europeo: M5s, Pd e S&D stanno portando avanti dei colloqui informali, ma c'è la volontà di continuare su questa strada.

Confermato il timing del'operazione che si dovrà completare entro dicembre, prima che si definiscano i nuovi ruoli nell'ufficio di presidenza del parlamento e nelle commissioni. Il rischio, infatti, è quello di rendere vano il lavoro per ottenere rappresentanza negli organi di vertice del Parlamento.

Prima di quel momento, il Partito Democratico dovrà pronunciarsi sull'ingresso dei Cinque Stelle, come richiede la prassi: quando una delegazione chiede di entrare in un gruppo in cui è presente un'altra delegazione della stessa nazionalità, questa fornisce "un parere" alla presidenza del gruppo.

Un passaggio formale, ma che va seriamente valutato alla luce del negoziato che prenderà il via sui ruoli negli organi del Parlamento Europeo, non solo nella Presidenza, ma anche nelle Commissioni.

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