Il M5s vuole cambiare il sistema di voto per italiani estero -2-

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Roma, 16 ago. (askanews) - "Per ragioni di semplificazione della disciplina e delle procedure amministrative, le stesse modalità di invio dell'esercizio dell'opzione - continua Petrocelli - sono stabilite anche per i cittadini temporaneamente domiciliati all'estero (che si trovino all'estero per un periodo compreso tra uno e dodici mesi per ragioni di lavoro, studio o cure mediche)".

A suo giudizio, così, si ottiene "un triplice risultato: a) in primo luogo si chiede ai cittadini italiani residenti all'estero di attivarsi e manifestare il permanere del legame con la comunità politica e sociale italiana; b) in secondo luogo si semplifica il lavoro degli uffici consolari, che non devono più impiegare forza lavoro e risorse per cercare di reperire gli aventi diritto al voto (poiché al momento dell'esercizio dell'opzione deve ovviamente essere indicato il proprio indirizzo di residenza), per riuscire così a concentrare ogni sforzo e risorsa nella fase di controllo delle operazioni pre- e post-elettorali; c) in terzo luogo, inviando il materiale elettorale e i plichi solo a chi ha esercitato l'opzione, si risparmiano evidentemente importanti risorse umane ed economiche (partendo dal dato secondo il quale le ultime elezioni politiche all'estero ci sono costate circa 28 milioni di euro)". (Segue)