Il mal d'Italia delle badanti romene, raccontato da loro

Linda Varlese
·Editor, HuffPost Italy
·2 minuto per la lettura
Young carer giving helping hands for elderly woman (Photo: Obencem via Getty Images/iStockphoto)
Young carer giving helping hands for elderly woman (Photo: Obencem via Getty Images/iStockphoto)

“La prima volta che sono venuta in Italia sono rimasta solo cinque mesi. Avevo lasciato mia figlia di due anni in Romania. Sono tornata perché stare lontana da lei, per me, era troppo doloroso”. Francesca (nome di fantasia) non ha esitazioni nella voce. Ha un piglio ruvido, il carattere deciso di chi ha preso la sua vita tra le mani e ne ha fatto una scommessa. Perché ci vuole coraggio, amore, generosità e forse un po’ di incoscienza per lasciare la propria terra e i propri figli e tentare la sorte in un Paese straniero, l’Italia appunto, dove risiedono oggi circa 1 milione e 200 mila romeni, secondo i dati Istat. Un esodo che è soprattutto femminile. Donne che con un bagaglio di fortuna e quattro soldi in tasca arrivano nel nostro Paese per “prendersi cura” dei nostri fragili, ma anche per lavorare nei campi, nei cantieri. Affrontano questo sacrificio per migliorare la vita dei propri figli, permettere loro di studiare, per donare loro più di quello che hanno potuto ricevere. Ma la maggior parte delle volte il cammino si trasforma in una strada tortuosa, lastricata di dolore, solitudine, abbandono, senso di colpa.

Quella di Francesca, però, è una sfida vinta, una storia a lieto fine, anche se non priva di ostacoli. “Io sono di Galați. Sono arrivata in Italia nel 2004 per cercare un lavoro, volevo dare una vita migliore a mia figlia che all’epoca aveva due anni”, ci spiega. “La prima volta sono stata distante 5 mesi, poi sono rientrata perché non riuscivo a stare senza di lei. Mi sono detta: preferisco la povertà, magari mangiare un uovo, metà io e metà lei, ma la distanza era troppo dolorosa”. La bambina era rimasta, infatti, con la madre di Francesca in Romania, ma nonostante la tenera età soffriva la lontananza della mamma: “In 5 mesi l’ho sentita 3/4 volte al telefono. All’inizio mi diceva: quando...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.