Il malato di Sla che pilota il drone con la mente

Gianni Solinas

Pilotare un drone  col pensiero eventualmente aiutato dallo sguardo. È l'esperimento effettuato da un malato di Sla nell'ambito del Progetto Slapp (Sclerosis Lifeline APP), del Distretto Aerospaziale della Sardegna. Per la prima volta in Italia, nello spazio aereo del Poligono Interforze di Salto di Quirra, nel Sud dell'isola, il paziente colpito da sclerosi laterale amiotrofica ha guidato un drone con l'impiego simultaneo di un puntatore oculare e di un rilevatore di onde cerebrali interfacciati grazie a un software ideato dalla società 3D Aerospazio.

L'esperimento è stato effettuato, per quanto riguarda la parte clinica, in collaborazione con l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari e dell'Istituto Auxologico di Milano e con la consulenza dell'Enac. Circa cinque mesi fa era stato effettuato un esperimento di guida del drone da remoto solo col puntatore oculare: col nuovo software è stato aggiunto il rilevatore di onde cerebrali per cui l'operatore è stato in grado di comandare il drone impiegando, a seconda delle necessità, lo sguardo o il pensiero. Con i test eseguiti si è dimostrata la possibilità di sfruttare la tecnica basata sul controllo mentale e si è inoltre sperimentata la sinergia di utilizzo delle due tecniche in contemporanea. 

“I risultati acquisiti – precisa il Comandante Antonio Depau di 3D Aerospazio – comportano l'innegabile vantaggio di poter controllare il drone con più ampi margini di sicurezza; infatti il controllo mentale, se pur già sperimentato in diverse occasioni, è ancora da considerarsi in piena fase evolutiva per quanto riguarda l'affidabilità e la precisione del comando, in quanto gioca un ruolo fondamentale lo stato d'animo dell'operatore. Con la fusione dei due sistemi di controllo governata dal software appositamente sviluppato si ovvia a questa problematica permettendo una regolazione totale e puntuale grazie alla presenza del puntatore oculare già ampiamente testato”.

L'apparato che legge il pensiero è un rilevatore di onde cerebrali a sei derivazioni che viene fornito con un software specifico con il quale l'operatore si addestra ad abbinare ad un determinato asse di comando uno specifico 'disegno mentale o immagine' che sia distinto e ben focalizzato. Un algoritmo traduce la variazione delle onde dell'elettroencefalogramma nel comando stesso.  “I significativi risultati ottenuti dal socio 3D Aerospazio - precisa il Presidente del Dass, Giacomo Cao – consentono la possibilità di riprendere il controllo del drone con il sistema molto più stabile rappresentato dal puntatore oculare rispetto a quello basato sulle sole onde celebrali, e di rendere quindi decisamente più efficace l'azione di un paziente colpito da Sla che voglia cimentarsi nel controllo di un qualsiasi velivolo".