Il maltempo flagella il Sud: maremoto a Stromboli, onda tsunami di un metro e mezzo

maremoto-a-stromboli-onda-tsunami-di-un-metro-e-mezzo (Photo by Stefano Mazzola/Getty Images)
maremoto-a-stromboli-onda-tsunami-di-un-metro-e-mezzo (Photo by Stefano Mazzola/Getty Images)

Un maremoto si è verificato al largo dell'isola di Stromboli provocando un'onda di tsunami alta circa un metro e mezzo. Il maremoto sarebbe stato provocato da un distacco sulla Sciara del Fuoco. Sull'isola sono risuonati gli allarmi ma, secondo i primi accertamenti della Protezione Civile, non si registrano danni.

Prosegue a Stromboli l'emissione di lava dal cratere nord del vulcano. Il flusso lavico, al momento, sta percorrendo il camminamento naturale della Sciara, raggiunge la linea di costa e sembra essere bene alimentato. Sull'isola lunedì 5 dicembre restano chiuse le scuole. Il sindaco di Lipari dopo un briefing, che si terrà al Coc (Centro operativo comunale), con i centri di competenza che monitorano lo Stromboli e con i Dipartimenti di Protezione Civile nazionale e regionale, deciderà se fermare, momentaneamente, le escursioni sul vulcano.

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Il maltempo, dunque, sta continuando a flagellare il Sud Italia. L'intero Paese piange ancora le vittime della frana che ha colpito Ischia, in particolare Casamicciola, dove i militari hanno intercettato e denunciato un 53enne che aveva tentato di rubare un'auto in una strada non lontana da quelle travolte dalla frana. La vettura è stata poi restituita al legittimo proprietario, ma le attività anti-sciacallaggio delle forze dell'ordine continuano su tutta l'isola campana.

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Maltempo in Sicilia e Calabria
A causa di un violento nubifragio, si registrano seri danni anche a Messina e Catanzaro. Allerta arancione in Puglia. A Crotone, invece, si è verificata una tromba d'aria. La Protezione Civile ha emanato per domenica 4 dicembre un’allerta arancione per la Puglia e gialla per altre sei regioni: Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.

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I Vigili del Fuoco di Messina sono impegnati in una serie di interventi a causa delle forti piogge che stanno coinvolgendo la zona tirrenica, da Novara a Milazzo. Numerose le operazioni di soccorso a persone intrappolate nelle auto sommerse dall'acqua, bloccate in casa e in un centro commerciale. Potenziato il dispositivo di soccorso provinciale, anche con l'invio di uomini dai comandi della Sicilia orientale.

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Il nubifragio che si è abbattuto sulla provincia di Messina ha costretto la Protezione Civile a chiudere un tratto dell'autostrada A20 con uscita obbligatoria a Barcellona Pozzo di Gotto. Una frana ha invaso la strada statale 185 "di Sella Mandrazzi", interrompendo la viabilità nel tratto che attraversa il comune di Francavilla di Sicilia, in entrambe le direzioni. Non solo: una voragine si è aperta sul ponte tra contrada Cannotta a Terme Vigliatore. Il ponte è stato chiuso ed è vigilato dagli uomini della Protezione Civile regionale, che stanno soccorrendo decine di automobilisti lungo la strada per Milazzo, tra cui un'ambulanza in missione per soccorrere un paziente rimasto bloccato a causa dell'acqua alta. I sanitari sono stati presi a bordo dai volontari con un fuoristrada e condotti dalla persona in pericolo di vita. A Novara di Sicilia sono caduti 220 mm di pioggia in 3 ore, a Barcellona Pozzo di Gotto 150 mm.

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Non si è fatto attendere lo sfogo del sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, Giuseppe Calabrò, il quale ha dichiarato: "Il problema maggiore dell'Italia è la burocrazia: i danni più ingenti per il maltempo a Barcellona Pozzo di Gotto non sono venuti dai torrenti, ma dalle saie che si sono allagate e non sono in sicurezza e hanno creato fiumi di fango. E dire che c'è un finanziamento bloccato da oltre un anno di oltre 15 mln di euro alla Regione".

Poi ha fatto sapere: "Ne ho parlato col presidente della Regione Renato Schifani, che mi ha dato la sua disponibilità a sbloccare questo finanziamento". Quindi ha sottolineato: "Grazie a lavori fatti in precedenza nel torrente Longano non è esondato, ma purtroppo le saie dove da 50 anni nessuno è intervenuto per regimentarle e metterle in sicurezza hanno creato seri problemi. Al momento si sta lavorando per liberare le strade. Abbiamo pensato soprattutto a mettere in salvo gli anziani spostandoli dalle loro abitazioni. Sarà qui il capo della Protezione Civile regionale, Salvatore Cocina, e il prefetto di di Messina Cosima di Stani. Con loro valuteremo gli interventi da fare e i danni".

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Non solo in Sicilia: sul Catanzarese, soprattutto sulla fascia ionica, si è abbattuto un forte nubifragio nella serata di sabato 3 dicembre. Colpito in particolare il quartiere Lido del capoluogo. La pioggia intensa ha provocato l'allagamento di strade e scantinati. Diverse le strade sulle quali la pioggia ha trascinato sassi e fango, creando disagi alla circolazione.

In località Martelletto è esondato il fiume Fallachello. Sul posto stanno operando i Vigili del Fuoco, la Polizia locale e personale del Comune. A Cicala il maltempo ha provocato il danneggiamento del depuratore e della condotta adduttrice delle sorgenti.

In alcuni comuni del Lametino, sulla fascia tirrenica, come Pianopoli, San Pietro a Maida e Jacurso, a causa della pioggia alcuni torrenti sono arrivati alla soglia massima. Fortunatamente però, non ci sarebbero state esondazioni.

A Simeri Crichi le squadre hanno salvato una donna travolta dall'acqua all'interno della sua abitazione al piano terra. In supporto al dispositivo locale, inviati rinforzi dai comandi di Cosenza, Reggio Calabria e dalla Basilicata.

Dopo le polemiche del primo cittadino siciliano, non è tardato ad arrivare lo sfogo del sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita. Il sindaco ha criticato il sistema di allerta meteo, che pare non abbia previsto la violenta bomba d'acqua abbattutasi nella notte sulla città e sul comprensorio ionico. "Abbiamo vissuto ore di grande trepidazione e di grande angoscia visto che nessun bollettino aveva previsto la eventualità di forti precipitazioni. Questo significa che il sistema non funziona", ha scritto.

Poi ha sottolineato: "La macchina comunale si è messa immediatamente in moto e voglio ringraziare la polizia locale, i dirigenti comunali, i nostri operai, la Protezione Civile comunale, i Vigili del Fuoco, le forze dell'ordine e tutti coloro che si sono prodigati a prestare soccorso ai tanti automobilisti rimasti bloccati nelle strade e ai tanti cittadini che hanno subito l'allagamento delle proprie abitazioni".

Tuttavia, ha ribadito: "L'unico modo per non farsi trovare impreparati da eventi estremi e imprevedibili è quello della prevenzione su cui in questi mesi abbiamo puntato risorse ed energie e su cui, nei prossimi anni, vogliamo investire in maniera costante e programmata. Chiederemo che venga riconosciuto lo stato di calamità naturale".

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Il maltempo ha colpito anche altre zone della Calabria. Una tromba d'aria si è abbattuta alle prime ore di domenica 4 dicembre sul territorio della provincia di Crotone, causando gravi danni a Isola Capo Rizzuto e nella zona archeologica di Capocolonna.

La zona più colpita è stata quella del comune di Isola Capo Rizzuto tra le località da Marinella a Capo Rizzuto. Tetti di case scoperchiati, auto trascinate via per centinaia di metri. Un vecchio traliccio dell'energia elettrica si è abbattuto su un'abitazione in località Le Cannella, sfondando il tetto e finendo nel bagno della casa: la famiglia è salva per miracolo.

Molte abitazioni sono senza energia elettrica per via di cavi elettrici rotti dal vento. Il sindaco del Comune di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga, ha immediatamente convocato il Centro operativo comunale. Decine le abitazioni che sono state sfollate autonomamente dai residenti per motivi di sicurezza.

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Il sindaco Vittimberga ha dichiarato: "Il nostro territorio è in ginocchio: tetti scoperchiati, case e auto distrutte, famiglie evacuate. Chiediamo con urgenza l'intervento della Regione Calabria e del Dipartimento di Protezione Civile per una stima dei danni e una pianificazione degli interventi da mettere immediatamente in atto. Nel frattempo stiamo predisponendo la dichiarazione di stato di calamità. Intanto ribadiamo la nostra vicinanza a tutte le famiglie colpite e ripetiamo che siamo a disposizione per ogni forma di aiuto". Poi ha fatto sapere: "Siamo già in contatto con le strutture alberghiere per chiedere disponibilità a ospitare famiglie evacuate".

A Crotone la tromba d'aria ha colpito la zona a sud della costa tra il promontorio di Capocolonna e la località Alfieri. Danni ingenti per diverse aziende agricole con capannoni e serre abbattute dalla furia del vento. Letteralmente spazzate via la casetta dell'Oasi del Martin Pescatore del circolo Ibis, un centro di educazione ambientale realizzato in una struttura confiscata alla criminalità organizzata a Capocolonna. Non si registrano danni, invece, al museo e alla colonna dorica del tempio di Hera Lacinia.

Il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio ha convocato una riunione dell'unità di crisi del Dipartimento per seguire l'evolversi della situazione del maltempo che sta interessando in particolare il sud d'Italia.

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