Il matematico Sebastiani del Cnr è preoccupato: "I dati non migliorano"

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coronavirus focolai italia
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Ci sono tre tipi di focolai da Coronavirus e con una crescita esponenziale. Lo afferma Giovanni Sebastiani, matematico del Cnr, in una lunga intervista concessa a Open. I dati non sono per nulla incoraggianti e si è passati da una fase di ripresa – nel periodo del mese di maggio – a una fase in cui il Covid sembra essere ritornato con prepotenza (nella fase giugno-luglio): a differenza del periodo della fase 1, però, l’Italia adesso sa come agire e sta riuscendo a contenere i cosiddetti focolai. In particolare, a preoccupare sono le regioni del Nord (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana) ma anche il Lazio dove, numeri alla mano, nel periodo estivo si sono registrati finora ben 5 focolai.

Coronavirus, i focolai in Italia

Dove si registrano maggiormente focolai da Coronavirus in Italia? Sebastiani opera una distinzione su scala regionale e provinciale. Nel primo caso le più colpite sono le aree della Lombardia, della Toscana, dell’Emilia Romagna e del Lazio: “Le prime Regioni perché da lì è nata l’emergenza Covid e seppur in ritirata – spiega Sebastiani – ci sono dei casi ‘silenti’. Per quanto concerne il Lazio, invece, la correlazione è certamente con gli arrivi da Paesi esteri”. Su scala provinciale, invece, le aree più colpite sono Roma e Bologna. In quest’ultimo caso a incidere sono certamente i focolai della logistica (come il caso BRT).

I tre tipi di cluster in Italia

Per Sebastiani si può parlare senza ombra di dubbio di tre tipologie di focolai da Coronavirus in Italia. La prima macro-categoria è connessa ai flussi che dall’estero si muovono verso l’Italia; la seconda riguarda gli ambiti lavorativi mentre la terza le realtà abitative. Non rappresentano un particolare pericolo i migranti perché secondo il matematico del Cnr si tratta di casi abbastanza facili da circoscrivere: “La maggior parte di questi casi si riscontrano in seguito alle migrazioni via mare e quindi i possibili positivi sono subito localizzati dalle autorità e isolati per la quarantena”.

Per quanto concerne gli ambiti lavorativi, a preoccupare è in particolare il settore della logistica che si è dimostrata particolarmente suscettibile all’esplosione dei cluster: “Sono almeno tre quelli già riscontrati in Italia. Anche nell’industria della carne si è riscontrata un’importante casistica di focolai oltre alle Rsa” spiega ancora Sebastiani.

Infine, la terza tipologia di focolaio da Coronavirus in Italia è quella relativa a particolari situazioni abitative: “Con appartamenti in cui vivono 10-15 persone in pochi metri quadri: gli standard igienici bassi e la concentrazione di persone in spazi chiusi sono veicoli micidiali per il Covid”.