Il "mea culpa" di Macron sul genocidio in Ruanda

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AGI - Responsabilità sì, complicità no. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha riassunto così il ruolo del suo Paese nel genocidio dei Tutsi, avvenuto in Ruanda nel 1994. "Sono qui al vostro fianco, con rispetto e umiltà, per riconoscere le nostre responsabilità", ha detto Macron in una visita ufficiale a Kigali, capitale ruandese.

L'inquilino dell'Eliseo ha tuttavia sottolineato che Parigi "non è stata complice" di quel massacro di oltre 800 mila persone, ma rivolgendosi alle massime autorità del Ruanda, Macron ha sottolineato che la Francia "ha per troppo tempo fatto prevalere il silenzio sull'esame della verità". 

Dopo il genocidio, l'unico capo dello Stato francese a recarsi in Ruanda era stato Nicolas Sarkozy, nel 2010. L'obiettivo di Macron è normalizzare le relazioni tra i due Paesi "dopo 27 anni di una distanza amara, di incomprensioni e tentativi di riavvicinamento sinceri ma senza successo".

Alla fine di marzo una commissione presieduta dallo storico francese Vincent Duclert, istituita da Macron nel 2019 per analizzare il ruolo svolto dalla Francia nel genocidio, ha consegnato il suo rapporto finale nelle mani del presidente.

Nel documento si legge che "vi è un insieme di responsabilità, pesanti e opprimenti, attribuibili alla Francia" e all'allora presidente Francois Mitterrand. Lo stesso rapporto esclude comunque una complicità di Parigi.

Nel suo intervento al monumento commemorativo del genocidio, che si trova a Kigali, Macron ha precisato che le scuse al Ruanda non sono "appropriate" e che ha preferito il "riconoscimento dei fatti". Quanto al perdono, "non sono io a poterlo dare", ha aggiunto. Le sue parole sono state apprezzate dal presidente ruandese, Paul Kagame.

"Hanno più valore delle scuse", ha detto Kagame in una conferenza stampa congiunta. "Corrispondono alla verità", ha aggiunto evocando "l'immenso coraggio" del suo "amico" Macron

Egide Nkuranga, presidente di Ibuka, principale organizzazione dei sopravvissuti del genocidio, si è invece detto dispiaciuto che Macron non abbia "presentato chiaramente delle scuse per conto dello Stato francese" né "chiesto perdono".  Tuttavia, ha riconosciuto Nkuranga, Macron "ha veramente cercato di spiegare il genocidio e la responsabilità della Francia e questa è una cosa molto importante, significa che ci capisce".

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