Il medico Della Rocca (Meretz): ''In Israele quarta dose vaccino per evitare scenario Gb e pressione su ospedali''

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Israele ha deciso di somministrare una quarta dose del vaccino contro il coronavirus agli over 60 e al personale sanitario, ''primo Paese al mondo'', per evitare lo scenario britannico e la pressione sui reparti di medicina interna degli ospedali, anche perché ''solo il 20% si è vaccinato contro l'influenza quest'anno'' e si è ''all'inizio della quinta ondata''. Si vuole anche difendere ''chi non è vaccinato o vaccinato parzialmente, circa un milione su quasi 10 milioni di abitanti'' in Israele. Lo spiega ad Adnkronos Roberto Della Rocca, medico italiano che fa parte del partito israeliano sionista di sinistra Meretz al governo, convinto che si debba ''vaccinare, vaccinare, vaccinare'' per tentare di frenare la pandemia. ''Il vaccino è l'unica arma che abbiamo'', afferma, anche perché ''è stato dimostrato che il booster fa alzare il livello di anticorpi quaranta volte quello che era prima, anche per chi ha problemi al sistema immunitario''.

Se tutti lo facessero, ''se il mondo fosse come alcune regioni italiane dove oltre l'88 per cento della popolazione è vaccinata'', non saremmo a questo punto, ''non parleremmo di varianti che si sviluppano dove grandi gruppi di persone non sono vaccinati''. Lo dice da ''esperto in medicina pubblica'', valutando anche il fatto che la copertura della terza dose per Omicron è scesa al 72% contro il 93% del Delta. Tuttavia ''in Israele non c'è una maggiore ospedalizzazione'' dovuta alla Omicron; anche se i casi sono ''centinaia'', ''scende il numero dei ricoverati gravi, tutti da Delta''.

Resta un grande lavoro da fare, dice, anche in Israele. Che certo è Paese apripista nella lotta al Covid-19, ''primo Paese al mondo a somministrare la quarta dose'', ma anche con alcune fragilità. Analizzando la società israeliana, infatti, Della Rocca spiega come la maggior parte dei laici sia vaccinata, mentre diversa è la situazione della comunità araba e di quella ultraortodossa. Quest'ultima ''si affida a quello che dice il rabbino: se dice di vaccinarsi, tutti si vaccino. Altrimenti, non si vaccina nessuno''. La comunità araba ha generalmente un livello ''culturale medio più basso dei laici ebrei, più difficile da raggiungere attraverso i mass media e quindi da convincere a vaccinarsi, soprattutto tra i bambini''.

''Se dovessi essere a capo del sistema di lotta al Covid concentrerei quasi tutti i miei sforzi verso arabi e ultraortodossi anche con 'carote', e se non bastano si passa ai 'bastoni''', afferma. ''Sono socialista e di sinistra, ma anche Marx ha detto che la mia libertà finisce dove comincia quella di un altro. E in caso di pandemia la mia libertà di non vaccinarmi finisce dove inizia il diritto di una persona che si vaccina a fare una vita normale'', conclude.

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