Open Arms ancora in stallo. Toninelli: "Portiamo noi i migranti in Spagna se Madrid toglie la bandiera alla nave"

HuffPost

Non si sblocca la situazione per i migranti che attendono, a bordo di Open Arms, da 18 giorni di sbarcare in un porto sicuro. Ieri, 18 agosto, è arrivata l’offerta del premier spagnolo Sanchez. Ma la proposta di invertire la rotta per arrivare all’approdo in Andalusia, indicato dal leader del Psoe, è stata giudicata impraticabile dall’equipaggio dell’ong. I naufraghi, che intravedono la terra di Lampedusa, sono troppo provati per sopportare altri giorni di navigazione. L’ong spagnola, intanto, fa sapere che “se davvero un accordo è stato trovato, è indispensabile che Italia e Spagna si assumano la responsabilità di garantire, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari, che queste persone finalmente sbarchino in un porto sicuro”. Ma l’intesa tra i due stati viene smentita da Madrid: “L’unica cosa certa è che il governo ha offerto a Open Arms di dirigersi verso il porto spagnolo più vicino e che il governo italiano non sta rispettando la legge”, dicono fonti della Moncloa, citate dai media di Madrid.

“Con la nostra imbarcazione a 800 metri dalle coste di Lampedusa, gli stati europei stanno chiedendo a una piccola ong come la nostra, di affrontare 590 miglia e 3 giorni di navigazione, in condizioni meteorologiche peraltro avverse, con 107 persone stremate a bordo e 19 volontari e volontarie molto provati che da più di 24 giorni provano a garantire quei diritti che l’Europa nega” si legge nella nota della ong. Da qui la richiesta a Italia e Spagna “di garantire, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari, che queste persone finalmente sbarchino in un porto sicuro”. ”È urgente porre fine subito a questa situazione disumana inaccettabile - conclude Open Arms - che le persone che abbiamo salvato in mare sono costrette a vivere”.

Toninelli: “Portiamo noi i migranti in Spagna se Madrid toglie la bandiera alla nave”

Il ministro delle Infrastrutture interviene sulla vicenda con un post su Facebook. “Ci siamo...

Continua a leggere su HuffPost