Il medico italiano di Emergency è guarito

Ebola, Fabrizio Pulvirenti è stato dimesso

Lo staff medico dell'ospedale romano Spallanzani ha annunciato fieramente la guarigione di Fabrizio Pulvirenti, il medico italiano di Emergency contagiato dal virus Ebola in Sierra Leone. L'uomo è stato dimesso dalla struttura nella mattinata di venerdì 2 gennaio.

Alla conferenza stampa erano presenti Valerio Fabio Alberti, commissarrio straordinario dell'ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e Cecilia Strada, presidente della Ong.

"Poco più di un mese fa, il 25 novembre - ha detto Alberti - ci interrogavamo sulla sorte di questo straordinario medico, che come ha giustamente detto il presidente Napolitano si può annoverare tra le eccellenze italiane, e che ha messo a rischio la propria vita. Da allora non vi nascondo che abbiamo passato momenti duri, e oggi con soddisfazione e orgoglio possiamo annunciare ufficialmente la guarigione del paziente". 

Pulvirenti si conta tra i 22 casi di persone colpite da ebola e curate fuori dall'Africa. Il percorso di cura è stato affidato ai paesi ospitanti, e nel caso di Fabrizio sono stati utilizzati 4 farmaci sperimentali, come ha spiegato nella conferenza stampa il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito.

Lo stesso Ippolito ha reso noto che i test sul sangue del medico di Emergency contengono ora gli anticorpi attivi contro il virus. Per questo il sangue di Fabrizio sarà inviato in Sierra Leone per creare plasma in grado di guarire i malati. Il decorso della malattia di Pulvirenti, nonostante il buon esito, non è stato sempre positivo: a una settimana dal ricovero le sue condizioni si erano aggravate per poi migliorare fino alla completa guarigione.



Fabrizio aveva affidato i suoi pensieri ad una lettera inviata ad Emergency e pubblicata su Repubblica il 26 dicembre scorso. In quel momento era già in via di guarigione. Queste le sue parole: "Non credo di essere un 'eroe' ma so per certo di non essere un 'untore': sono solo un soldato che si è ferito nella lotta contro un nemico spietato". E ha ricordato alcuni momenti della sua lotta contro la malattia, le trasfusioni, il suo aggravamento e il lento recupero. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto spendere alcune parole per lui nel discorso di fine anno: "Il Paese deve valorizzare simili personalità". 



Ora Pulvirenti è pronto a tornare in Sicilia, ma dichiara che presto tornerà nuovamente in Sierra Leone,  anche se per un periodo limitato, per completare il lavoro iniziato. "E' impossibile ricostruire il momento in cui mi sono contagiato", ha raccontato l'uomo, "perché ogni istante è buono quando si trattano pazienti ad alto rischio", confermando di aver seguito comunque tutte le procedure di sicurezza previste.