Il meraviglioso mondo del Primate Meluzzi, medico disonorato

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(Photo: Rosdiana Ciaravolo via Getty Images)
(Photo: Rosdiana Ciaravolo via Getty Images)

Uno, nessuno e centomila. Non basterebbe un libro per descrivere le tante strade intraprese da Alessandro Meluzzi, popolare psichiatra sospeso dall’albo perché non vaccinato. Barba alla Rasputin e vestiario vagamente dandy, il look è forse una delle poche cose che non ha cambiato nel corso degli anni. Medico, politico, professore, criminologo, commentatore televisivo, addirittura primate arcivescovo d’Italia della chiesa ortodossa autocefala con il nome di Alessandro I. Questo è ed è stato Meluzzi. E non è semplice capire in quale veste parli quando discetta o arringa (dipende dalle volte) in tv. Oppure quando scrive uno dei suoi pensieri sui social network che usa in maniera martellante. Ma nel paese di “Draghistan”, sua definizione dell’Italia che vede ormai sottomessa alla dittatura economica e sanitaria, Meluzzi ora è uno dei punti di riferimento dei sovranisti e novax nostrani.

Nato a Napoli nel 1955 da padre partenopeo e da madre riminese di cui porta il cognome, Meluzzi cresce, studia e si laurea a Torino in Medicina, specializzazione in Psichiatria. Proprio in Piemonte il camaleonte Alessandro si lega al suo primo colore, il rosso. Allievo prediletto di Saverio Vertone, direttore del severo giornale comunista “Nuova Società”, Meluzzi inizia il suo cursus honorum in politica nelle file comuniste, senza farsi mancare una breve parentesi al Manifesto. “Ho militato per 12 anni nella Fgci e nel Pci, ho smesso nel 1982”, racconta rivendicando “un periodo amendoliano”. Dopo la fase migliorista, il rosso diventa meno acceso con la folgorazione sulla via del Garofano socialista che Meluzzi spiega così “Può sembrare assurdo che sia diventato craxiano, ma se parti dall’area riformista con Giuliano Ferrara capisci subito che c’è una continuità politica e intellettuale”.

Nel 1994 è naturale il passaggio all’azzurro berlusconiano “perché affascinato dalla nascita di un movimento di quella portata”. E soprattutto in reazione “all’annullamento di metà della classe politica per un combinato mediatico-giudiziario”. E in quell’occasione Meluzzi scende proprio in campo diventando deputato. A quel tempo lavora nel servizio psichiatrico di Mirafiori e si candida proprio in quel quartiere. Di quel periodo dice: “Ero solidamente laico-socialista e berlusconiano convinto”. Anche nel ’96 gli riesce il colpaccio, diventando senatore sempre nelle file di Forza Italia ma questa volta all’opposizione. Dove si stanca presto passando prima all’Udr “perché innamorato di Cossiga” e poi all’Udeur di Mastella “ma solo perché il partito” dell’ex presidente della Repubblica “si era sfasciato”. Manca ancora il colore verde che immancabilmente arriva ma dal partito ambientalista “mi hanno cacciato quasi subito” E chissà perché.

Messa da parte la politica - ci riproverà l’ultima volta con il Rinnovamento italiano di Lamberto Dini ma il risultato è da dimenticare - colui che diventerà primate Alessandro I, si ributta sul lavoro inventandosene una dietro l’altra. Apre ad Albugnano, paese sulle colline d’Asti dove vive, una comunità per malati di mente, “Agape”, e porta avanti una ricca attività di scrittore sui temi più disparati. Sulla psicologia e la religione c’è da citare “ErosAgape. Un’unica forma d’amore”, “Cristoterapia. Dialogo di vita. Fonte di speranza” e “Abbracciare la croce. Dolore, libertà e tenerezza in Dio”. Sulla criminologia: “Il fascino del male e “Madri assassine”, sui comportamenti dell’uomo dà poi alle stampe “ll maschio fragile. Scopri il bastardo che c’è in te”. Fino al recente “Mafia nigeriana. Origini, rituali, crimini” scritto insieme a Giorgia Meloni e all’ultimo lavoro “Contagio. Dalla peste al coronavirus”. Meluzzi dichiara anche di aver scritto, secondo quanto riportato da Wikipedia, duecento pubblicazioni scientifiche delle quali però non vi è traccia su motori di ricerca specialistici come PubMed o ResearchGate. Nel frattempo diventa un noto volto televisivo soprattutto attraverso la sua attività di criminologo, prendendo parte alla difesa di Rudy Guede nell’omicidio Meredith Kercher e di Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio: “La criminologia è il mio mestiere - spiega -. I pazienti sono le mie tende, come San Paolo che cuciva tende per campare”.

Intanto, verso la metà del 2000 il solido laico socialista che fu incontra la fede. Dopo il rifiuto alla sua richiesta di essere ordinato diacono dalla chiesa latina, nel 2007 all’Arcieparchia di Homs in Siria viene consacrato diacono della Chiesa cattolica greco-melchita, di rito bizantino. Ma poi, deluso dalla chiesa cattolica dopo le dimissioni di Papa Benedetto XVI (Papa Francesco diventerà uno dei bersagli preferiti delle sue polemiche) diventa ortodosso e il 6 novembre 2015 si autoproclama primate d’Italia, eparca di Ravenna e Aquileia, e primate metropolita di questa Chiesa col nome di Alessandro I, con il trattamento onorifico di Sua Beatitudine. Tra le tante cose, ha dichiarato di voler proclamare santi di questa Chiesa i defunti sacerdoti cattolici Gianni Baget Bozzo (sospeso a divinis per la sua attività politica) e Pierino Gelmini. A corredo di tutto lo troviamo spesso in abito talare a dire messa in giro per l’Italia.

Nel frattempo si schiera su posizioni sovraniste vicine a Lega e Fratelli d’Italia. Oltre ad aver fondato il Partito Anti-Islamizzazione nel 2017. Molto presente sui social, le sue pagina Twitter e Instagram sono il luogo prediletto in cui si scaglia contro i nemici a suo dire della libertà, dell’Italia e delle tradizioni. Tra le sue intemerate ci sono i “giornaloni” che in un’intervista a Radio Radio ha definito “carte da cesso”, il virologo americano Fauci avvicinato alla santona “mamma Ebe”, Bill Gates reo di essere a capo del “Great Reset” e descritto come “un vecchio nerd masturbatore”. Non mancano poi alcuni video in cui ricorda le belle tradizioni italiane, da difendere dai migranti. Uno lo vede fare un appello agli elettori dell’Emilia Romagna circondato da forme di Parmigiano Reggiano e un altro in piazza Carignano a Torino mentre guarda rapito un gruppo di anziani che cantano canzoni popolari, simbolo del folklore che qualcuno vuole cancellare. Oggi è stato sospeso dall’ordine dei medici di Torino perché non vaccinato. Sai che scoperta.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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