"Il mercatino di Natale è un simbolo di resistenza". Parla il sindaco di Strasburgo

Francesca Venturi

Dalle grandi finestre sulla facciata verso place Broglie entrano le luci colorate e i suoni del mercatino di Natale più importante di Francia. Una lunga parete collega quel lato del salone settecentesco alle finestre di fronte, rivolte verso la corte d'onore dell'ingresso principale dell'Hotel de Hanau, dove ha sede il municipio di Strasburgo da quando vi alloggiò Napoleone, nel 1805.

L'intera parete è decorata da un arazzo realizzato a fine Settecento nel laboratorio parigino dei Gobelins: riproduce il Parnaso di Raffaello. Il sindaco Roland Ries, da sempre esponente socialista recentemente avvicinatosi al partito Republique en Marche del presidente Emmanuel Macron, vi ha appena ricevuto il premio Sakharov 2018, il regista ucraino Oleg Sentsov.

In questo stesso salone, ricorda, 70 anni fa nasceva il Consiglio d'Europa. Ora, in un'intervista all'Agenzia Italia, ripercorre le drammatiche giornate dell'anno scorso, quando un giovane strasburghese di origine algerina, 29enne, uccise nelle vie attorno al mercatino di Natale 5 persone fra le quali il ventottenne giornalista italiano Antonio Megalizzi.

Che cosa ricorda di quei giorni, a partire dalla serata dell'11 dicembre 2018?

“È  stato un momento molto duro: per me personalmente, e per tutti i miei concittadini. Non ce lo aspettavamo, anche se c'era già stato un tentativo, nel 2000, del cosiddetto gruppo di Francoforte che aveva preparato un attentato al mercato di Natale e alla cattedrale. La polizia francese e tedesca sono riuscite a sventarlo prima che fosse portato a termine, arrestando i terroristi. Quindi sapevamo che era possibile, che il rischio esisteva. A partire dagli attentati di Parigi (nel novembre 2015, ndr) abbiamo messo in campo un dispositivo di polizia molto importante. Abbiamo chiuso il centro di Strasburgo dove si svolge il mercatino di Natale, si filtra la gente, si controllano le borse di tutti. Nonostante ciò, un terrorista, locale e radicalizzato,  è riuscito a infiltrarsi e, agendo da solo, ha assassinato freddamente 5 persone in strada ferendone un'altra decina. Io ero appena arrivato a Parigi per una riunione e sono tornato subito con il ministro (Christophe Castaner, ministro degli Interni del governo francese, ndr) arrivando poche ore dopo. Dunque sono state 48 ore molto difficili. I miei concittadini mi chiedevano se avevamo preso il terrorista impedendogli di agire di nuovo, ma invece era ancora libero, e poi si è saputo che era qui in città, vicino a dove abitava”.

Che cosa avete fatto?

“In quelle 48 ore c'era grande preoccupazione, ma con il ministro Castaner abbiamo deciso di riaprire subito il mercatino di Natale, prima ancora che il terrorista venisse trovato. Abbiamo pensato che non bisognava cedere, ma rilanciare la città per non darla vinta alla minaccia terroristica, è questo che ci ha  guidato. Quando abbiamo riaperto, dopo la neutralizzazione del terrorista (Chérif Chekatt è stato trovato e ucciso dalla polizia in città due giorni dopo l'attentato, ndr). Molti strasburghesi hanno deciso di visitare il mercatino anche se non era previsto, come un atto di resistenza, di volontà di non cedere. L'ho trovato molto forte e rassicurante sulla coscienza dei cittadini. Se si vuole preservare la democrazia, se si vuole salvaguardare il nostro modo di vivere, la nostra cultura, rispettando le altre, bisogna mostrarsi forti".

Il fatto che in quei giorni dell'anno scorso fosse in corso anche la sessione plenaria del Parlamento europeo ha secondo lei determinato la scelta di compiere l'attentato a Strasburgo?

“Penso che effettivamente nello spirito dei terroristi, di quelli che sacrificano la loro vita per la loro causa, ci sia l'auspicio che si sappia il più possibile. Per questo lo fanno sempre in luoghi simbolici e molto in vista: nel 2000 il gruppo di Francoforte aveva progettato di attaccare la cattedrale, ed è questo che ne aumenta la potenza mediatica.  Strasburgo ha avuto e continua ad avere un ruolo importante per la costruzione dell'Europa. E'  qui a Strasburgo che i conflitti del passato si sono potuti spegnere arrivando a una cooperazione fra Francia e Germania al di là delle frontiere: è qui che  è cominciata la costruzione dell'Europa, e proprio in questo salone esattamente 70 anni fa, quando la guerra era finita da appena 4 anni, si è tenuta la prima riunione dei 10 paesi che hanno formato il Consiglio d'Europa (l'istituzione di difesa dei diritti dell'uomo di cui oggi fanno parte 47 paesi, ndr). Strasburgo è sempre stata cosmopolita e il teatro della riconciliazione fra Francia e Germania che si è  tradotta nell'Europa di oggi".

L'anno scorso a causa dell'attentato era stata annullata la cerimonia in onore del premio Sakharov al regista ucraino Oleg Sentsov, allora in carcere: quest'anno avete potuto riceverlo di persona dopo la sua liberazione. Che significato dà a quanto accaduto?

“È la conferma che non si deve cedere al terrorismo e nemmeno alla dittatura. Ho ricordato a Sentsov le parole del suo connazionale poeta ottocentesco, Taras Sevcenko, incise proprio davanti davanti al palazzo d'Europa per dedicarle a chi manifestava a Kiev in favore dell'Europa: ‘la verità, la libertà e la gloria sono al nostro fianco'. Gli ho detto che la sua battaglia per la democrazia è la nostra, e ho citato Chateaubriand che nelle Memorie di Oltretomba scriveva ‘senza la libertà non esiste niente'.

Che cosa significa per Strasburgo il mercato di Natale?

“Il Christkindelsmärik (mercato del Bambino Gesù in alsaziano, ndr) esiste da 450 anni, dal 1570. Immaginate quale ‘storytelling' avrebbero potuto costruire questi terroristi se avessero potuto dire ‘siamo riusciti a fermare un mercato di Natale tradizionale cristiano, che durava da 450 anni, grazie all'eroismo dei nostri combattenti'. Non potevamo cedere, in nessun caso, ne sono stato convinto fin da quella stessa sera (martedì 11 dicembre, ndr), nonostante il dolore e la preoccupazione. Quindi, il mercato è rimasto chiuso solo due giorni, per permettere alle autorità di renderlo più sicuro, e il venerdì ha potuto riaprire, d'accordo con il ministro dell'Interno”.

Quest'anno avete adottato misure speciali per mantenere la tradizione del mercato?

“Sono stati rafforzati i controlli e i tram saltano le fermate del centro città. Abbiamo ridotto i punti di passaggio con i controlli delle borse, e introdotto meccanismi di sicurezza in più, oltre a un maggior numero di agenti, ma globalmente il dispositivo di sicurezza è lo stesso dell'anno scorso: è impossibile arrivare al rischio zero, qualunque cosa si faccia, anche se si chiudesse completamente…ma se lo si facesse non varrebbe la pena di avere un mercato di Natale”

Quanti sono di solito i visitatori? Prevedete che diminuiscano?

“In questi giorni la gente c'è. Ero un po' preoccupato, pensavo che qualcuno avrebbe rinunciato dopo quello che è successo un anno fa. Invece all'inaugurazione c'era ancora più gente del solito e nei fine settimana il mercatino si affolla. È una tradizione molto conosciuta in Francia e Germania: senza bisogno di pubblicità ma con il semplice passaparola, ogni anno attrae 2 milioni di visitatori nel periodo di 4-5 settimane in cui è aperto".