Il Mes va in Senato: 165 sì e 122 no

HuffPost
senato

Il Senato dà il suo ok alla mozione della maggioranza con 164 sì e 122 no sul Mes. Durante la discussione prima della votazione, Luigi Di Maio è entrato a gamba tesa da Tirana ed è tornato ad attaccare il suo ex-alleato di Governo: “Matteo Salvini ha deciso di aprire il mercato delle vacche. Mi auguro che a questo mercato non partecipi nessuno”. Il ministro degli Esteri ha risposto così a una domanda sul senatore grillino Stefano Lucidi che sarebbe pronto a unirsi alla Lega. Intanto Ugo Grassi, Gianluigi Paragone e Francesco Urraro hanno annunciato in Senato il voto in dissenso al M5s sul Mes. 

“Quello di oggi è un bluff, un grande bluff. Il testo della risoluzione di maggioranza sul Mes è firmato dai capigruppo delle forze di maggioranza, impegna il governo a fare qualcosa che, badate bene, ha scritto il governo stesso. È un bluff inaccettabile, quanto meno potevano essere un po’ più eleganti...”. Lo dice all’Adnkronos il senatore M5S Stefano Lucidi, ormai a un passo dall’addio al Movimento, mentre è in corso il dibattito nell’Aula di Palazzo Madama sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte sul Consiglio europeo e sul Mes.

Parole che danno voce alle fibrillazioni che attraversano il gruppo M5S al
Senato per il possibile esito della risoluzione. A palazzo Madama, hanno calcolato alcuni senatori del Movimento, la risoluzione di maggioranza passerebbe a maggioranza ma con un numero di voti ancora in ribasso: potrebbero essere infatti solo 157 i voti a favore.

Tra i contrari, sembra ormai certo, i tre senatori M5s che hanno già votato contro la fiducia sul dl sisma: lo stesso Lucidi, Francesco Urraro e Ugo Grassi. In molti prevedono il passaggio alla Lega per almeno due di loro. A questi si aggiunge il voto contrario di Gianluigi Paragone che intende intervenire in dissenso rispetto al documento di maggioranza. Al contrario la maggioranza potrebbe contare sui voti di alcuni deputati del Misto, a partire dagli “esuli” M5s come il...

Continua a leggere su HuffPost