Il miglior club calcio giovanile d’Europa? Lo abbiamo noi, il settore Inter

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Milano, 1/10/2019 - Se è vero, come pensano molti, che la Serie A italiana non è più il migliore Campionato di calcio del mondo ormai da qualche anno, il discorso non vale per i nostri settori giovanili.  

Tutti i grandi club di calcio del nostro Paese si sono finalmente accorti di quanto sia importante curare le proprie "cantere", come vengono chiamate in Spagna, a partire da quelli più titolati: Juventus, Milan e Inter. Queste società sono tra le più impegnate in tal senso, ma la palma dei migliori va ai nerazzurri che, in questi ultimi anni, hanno ottenuto risultati davvero straordinari. Hanno vinto due scudetti in tre anni e hanno alzato tanti altri trofei, mettendo in vetrina futuri campioni come Nicolò Zaniolo, Andrea Pinamonti e il meno conosciuto Lorenzo Pirola, difensore centrale classe 2002 che sta facendo molto bene nella nazionale Under 17 e che ha già disputato un Europeo di categoria (finale persa contro l’Olanda). Solo nella stagione 2017/18, il settore giovanile dell’Inter ha messo in bacheca quattro dei cinque trofei disponibili, mentre in quella appena finita si è laureato Campione d’Italia nella categoria Under 17.  

Una fucina di promesse 

Basta seguire le ultime notizie di calciomercato per capire che tante delle giovani promesse nerazzurre che si stanno mettendo in mostra in queste ultime stagioni saranno contese dai migliori club professionistici d’Europa. L’esempio del già citato Nicolò Zaniolo ne è la dimostrazione, divenuto in pochi mesi titolare alla Roma e in Nazionale. Se vogliamo andare ancora più indietro nel tempo, è sufficiente ricordare l’attuale centravanti del Genoa, Andrea Pinamonti o il vice Quagliarella alla Samp, Federico Bonazzoli, tutti partiti dal vivaio dell’Inter e impostisi nel grande calcio. 

Sempre per rimanere in tema attaccanti, nella stagione appena conclusa è sempre un centravanti a essersi messo in mostra, Andrea Adorante che, col suo metro e ottantaquattro di altezza, è divenuto il riferimento, nonché il goleador, della squadra Primavera. A conferma della bontà del lavoro svolto in questi ultimi anni dalla società nerazzurra, c'è il primo posto nella classifica all-time, dove i settori giovanili dell’Inter sono in testa con 32 trofei vinti, davanti al Milan con 21 e alla Juventus ferma a 16. Inoltre, a livello europeo, i nerazzurri sono l’unico club italiano nella top 50 (al quarantanovesimo posto), con ben 28 giocatori provenienti dal vivaio che oggi giocano nei maggiori Campionati europei. 

La storica stagione 2017/18  

Come accennato all’inizio, nelle ultime stagioni calcistiche, le squadre giovanili dell’Inter hanno dominato in lungo e largo. Nella stagione 2017/18, in particolare, i nerazzurri hanno sfiorato un’impresa mai riuscita a nessuno e cioè vincere tutti i trofei in palio, vedendosene sfuggire di mano soltanto uno. Nella Coppa Carnevale, il successo è arrivato sconfiggendo in finale la Fiorentina per 2-1 dopo i tempi supplementari, mentre la formazione Primavera si è laureata Campione d’Italia sempre ai danni dei viola, stavolta battuti 2-0. Gloria anche per l’Under 16 che ha vinto il titolo sconfiggendo la Juventus per 3-0 e per l’Under 15 che, sempre ai danni dei bianconeri battuti 5-0, hanno trionfato nel Campionato di categoria.  

Il Silver Prize – Best Professional Club 

Come naturale conseguenza degli straordinari risultati ottenuti dai settori giovanili, per l’Inter è arrivato un importante riconoscimento direttamente dall’UEFA: il Silver Prize – Best Professional Club. Ricevuto all’interno dei Grassroot Awards 2019, questo premio riconosce il gran lavoro svolto dalle scuole calcio (nate nel 2003), dall’Inter Grassroot Programm (ideato oltre venti anni fa) e dai centri di Formazione (a oggi 15 in Italia) che vedono, così, riconosciuta la propria eccellenza a livello mondiale. 

La Commissione Esecutiva della UEFA ha scelto di premiare l’Inter perché "questo premio viene assegnato alle società che, oltre alla propria attività professionistica, si impegnano in un'agenda ricca di specifiche iniziative sociali, a dimostrazione dell’impegno del club per le comunità locali e l’attività di base. La Commissione Esecutiva ha ritenuto che l’Inter meritasse di vincere questo premio". 

Il responsabile del settore giovanile nerazzurro, Roberto Samaden, ha così commentato l’importante traguardo raggiunto: "Dopo il premio ricevuto nei mesi scorsi dalla Figc, la candidatura e il riconoscimento della Uefa sono un ulteriore motivo di orgoglio per il club, il suo settore giovanile e per tutte le persone che hanno contribuito a ideare, sviluppare e gestire questi progetti. Per noi ricevere il premio nel decimo anno dalla nascita dei Centri di Formazione assume un significato speciale. Inoltre, tutto ciò rappresenta un grande stimolo per continuare con crescente impegno il lavoro che quotidianamente svolgiamo per la crescita e la formazione dei nostri ragazzi". 

Un futuro roseo 

Anche grazie all’arrivo sulla panchina dell’Inter di Antonio Conte, il futuro che attende le tante giovani promesse nerazzurre si prospetta roseo e ricco di soddisfazioni. Con l’ex juventino a guidare la squadra maggiore, si è, infatti, conclusa l’ideale ristrutturazione societaria voluta con grande energia dal gruppo cinese Suning e cominciata con l’ingaggio del nuovo AD Beppe Marotta. L’obiettivo è ridare all’Inter quella dimensione europea persa dopo il triplete di Mourinho, partendo proprio dal vivaio che, nella sola sessione di mercato appena terminata, ha registrato 19 nuovi arrivi e ben 57 cessioni. 

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  • Serena Grandi: "Mi hanno rovinato la vita, mia grande bellezza è svanita''
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    Serena Grandi: "Mi hanno rovinato la vita, mia grande bellezza è svanita''

    (di Alisa Toaff) "Mi hanno rovinato la vita, la mia grande bellezza è svanita''. Serena Grani ospite oggi a 'I Fatti Vostri' torna a parlare del suo tumore al seno. E rivela: "Volevo fare e ho fatto un intervento estetico alla pancia perché dopo una gravidanza importante volevo sistemarla un po' -ha detto l'attrice- poi hanno deciso di fare un lifting al seno ritardando così la diagnosi perché quando hanno aperto non c'era un fiore ma un carcinoma di 5 centimetri di cui non sapevo nulla. "Erano loro che dovevano saperlo e vederlo non io -ha detto la Grandi- io faccio l’attrice. Nonostante la mia prevenzione, faccio esami ogni anno, non era apparso questo problema e così ho deciso di affidarmi all'avvocato Bruno Sgromo per tutelarmi e ne sono felice''. L'ex regina della commedia sexy degli anni Ottanta e Novanta spiega poi che chi le ha fatto l’intervento al seno che era ''un po' sceso'', ha sottolineato, ha aperto e richiuso ma ''il grasso non scendeva perché c’era il carcinoma che spingeva su''."C'è stata una mancata diagnosi con un ritardo di undici mesi - spiega il legale all'Adnkronos - Lei è andata è andata a fare un intervento di chirurgia estetica che incideva su 5 siti chirurgici ma non hanno fatto degli accertamenti diagnostici preoperatori che solitamente vanno fatti in queste situazioni. Se li avessero fatti si sarebbero accorti che aveva una massa tumorale. L'ha scoperto (Serena Grandi, ndr) undici mesi dopo quando si è recata all'ospedale a Sant'Arcangelo di Romagna a fare un controllo e le dissero che aveva una tumefazione, peraltro al terzo stadio''.  All'ospedale, prosegue il legale, ''sono immediatamente intervenuti, hanno asportato il seno con un intervento molto invasivo: asportazione totale della mammella fino alle ghiandole ascellari. Ora si spera che abbia risolto perché c'è sempre il pericolo di una recidiva''. Da un punto di vista legale "andremo a richiedere il risarcimento del danno che è stato valutato biologico, poi c'è il danno psichico, la perdita di capacità lavorativa generica e il danno estetico che incide tanto per chi lavora nel mondo dello spettacolo''. ''A breve depositeremo gli atti, sono state fatte varie relazioni, ha partecipato un medico legale, un chirurgo, più medici specialisti perché abbiamo voluto fare le cose per bene. La denuncia penale la Grandi non l'ha voluta fare quindi abbiamo chiesto il risarcimento dei danni'', tiene a precisare l'avvocato della Grandi.

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    Codogno, riapre il Pronto Soccorso: c'è un caso sospetto

    La struttura era stata chiusa a febbraio dopo i primi casi di coronavirus, oggi la riapertura e il primo sospetto instradato in isolamento

  • Le regole in spiaggia: distanza anche in acqua
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    Le regole in spiaggia: distanza anche in acqua

    Un metro di distanza anche in acqua, mascherine a portata di mano e niente feste. Sono le regole che l'Istituto superiore di sanità (Iss) detta per una frequentazione sicura delle spiagge nell'estate della pandemia di Covid-19.  Le indicazioni sono contenute nel 'Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus Sars-CoV-2', redatto dal Gruppo di lavoro Ambiente-Rifiuti Covid-19 in collaborazione con il ministero della Salute, l'Inail, il Coordinamento di Prevenzione della Conferenza Stato-Regioni, esperti delle Arpa e altre istituzioni. Nel report per una balneazione sicura - spiega l'Iss - sono fornite raccomandazioni per tenere sotto controllo i rischi sanitari, integrando i documenti che Inail e Conferenza Stato-Regioni avevano già pubblicato.  NORME AMBIENTALI - Le norme ambientali richiamano e rafforzano la vigilanza su eventuali scarichi illeciti di reflui nei corpi idrici (mare, fiumi, laghi), sul controllo degli impianti di depurazione e sugli scarichi da imbarcazioni. Una particolare attenzione deve essere anche indirizzata all’applicazione delle norme di controllo delle acque di balneazione. È possibile prevedere sospensione, a carattere cautelativo, della balneazione qualora i dati storici di monitoraggio segnalino l’area come interessata, direttamente o indirettamente, dalla presenza di reflui non depurati, scarichi illeciti e/o contaminazione da fosse settiche, che possono influenzare la qualità delle acque nell’area di balneazione. INDICAZIONI PER STABILIMENTI E BAGNANTI - Viene raccomandato di: prenotare l’accesso agli stabilimenti (anche online), eventualmente per fasce orarie, in modo da prevenire assembramenti, e registrare gli utenti, anche per rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi, mantenendo l’elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni, nel rispetto della normativa sulla privacy; utilizzare cartellonistica e locandine con le regole comportamentali per i fruitori delle aree di balneazione e i bagnanti per prevenire e controllare i rischi – comprensibili anche per utenti di altre nazionalità; regolamentare gli accessi e gli spostamenti sulle spiagge, anche attraverso percorsi dedicati, e disporre le attrezzature, in modo da garantire in ogni circostanza il distanziamento interpersonale; garantire distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, in ogni circostanza, anche durante la balneazione; controllare la temperatura corporea, ove possibile, del personale e dei bagnanti con interdizione di accesso se questa risulta superiore ai 37,5°C; vietare qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l’altro, attività di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet; interdire gli eventi musicali con la sola eccezione di quelli esclusivamente di 'ascolto' con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale; pulire, con regolarità almeno giornaliera, le varie superfici, gli arredi di cabine e le aree comuni e sanificare in modo regolare e frequente attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), materiali, oggetti e servizi igienici, limitando l’utilizzo di strutture (cabine docce singole, spogliatoi) per le quali non sia possibile assicurare una disinfezione intermedia tra gli utilizzi promiscui; non trattare in alcun caso spiagge, terreni, arenili o ambienti naturali con prodotti biocidi; evitare l’uso promiscuo di qualsiasi attrezzatura da spiaggia; dotare i bagnanti di disinfettanti per l’igiene delle mani; fornire disinfettanti e DPI adeguati al personale (mascherine, schermi facciali, guanti) e utilizzare obbligatoriamente DPI in caso di contatti ravvicinati con bagnanti e attività a rischio. SPIAGGE LIBERE- L’informativa e la sorveglianza, in ambienti di libero accesso, come le spiagge libere, risulta di difficile praticabilità. Pertanto, in questo ambito sono chiamati i sindaci e/o agli altri enti locali competenti a dover applicare ogni adeguata misura volta a garantire condizioni di riduzione dei rischi e, ove necessario, a definire attività di vigilanza sul rispetto delle misure da parte dei fruitori delle spiagge, a regolamentare gli accessi per consentire il distanziamento interpersonale, individuare le procedure di sanificazione delle attrezzature e delle aree comuni.  INDICAZIONI PER TUTTI - Rimangono valide le seguenti indicazioni: rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 1 metro; responsabilità di vigilanza sul distanziamento anche dei bambini; misure di igiene personale, pulizia e disinfezione frequenti delle mani; igiene respiratoria: starnutire e/o tossire in fazzoletti di carta o nel gomito; uso di mascherine quando le misure di distanziamento siano di difficile mantenimento (le mascherine dovranno essere smaltite con i rifiuti indifferenziati).

  • Anna Tatangelo, lo scatto che fa impazzire i fan
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    Anna Tatangelo, lo scatto che fa impazzire i fan

    Anna Tatangelo ha pubblicato sul suo profilo Instagram uno scatto che ha fatto letteralmente impazzire i fan.

  • Brusaferro: "No a riuso e ricondizionamento mascherine chirurgiche"
    Salute
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    Brusaferro: "No a riuso e ricondizionamento mascherine chirurgiche"

    "Per le mascherine chirurgiche non è consigliato il riutilizzo e neppure il ricondizionamento mentre può essere preso in considerazione l’uso prolungato". Lo ha precisato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in audizione alla Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, riferendo della gestione dei rifiuti legata all’emergenza Covid-19 e sottolineando che "l’ Istituto superiore di sanità ha operato ed opera per promuovere un uso appropriato delle mascherine chirurgiche è rimane disponibile a fornire il suo contributo con campagne di sensibilizzazione alla cittadinanza. Lo slogan potrebbe essere: scegliere la mascherina appropriata per l'uso più appropriato". "Nel caso delle mascherine chirurgiche, l’orientamento è quello di considerare le attuali mascherine, prodotte con materiali diversi difficilmente sanificabili, come non lavabili e non riutilizzabili", ha ricordato. "In particolari situazioni - ha aggiunto Brusafetto - può essere necessario prendere in considerazione l’utilizzo prolungato delle mascherine chirurgiche per lo stesso utilizzatore, in quanto sembra mantengano una efficacia per un periodo di tempo che varia dalle 2 alle 6 ore".  "In merito alla possibilità di ricondizionare i dispositivi monouso (mascherine chirurgiche) per il loro riutilizzo, sono stati proposti alcuni sistemi di bonifica basati sull’utilizzo del calore secco - ha ricordato Brusaferro - che pur dimostrando l’efficacia nei confronti di alcuni virus e superando i test di performance (fit test e filtration test- maschere Ffr), presentano elementi di incertezza che necessitano ulteriori approfondimenti". Mentre sulla possibilità del lavaggio e della sanificazione da parte dell’utilizzatore "le procedure applicate non standardizzate non consentirebbero di verificarne il mantenimento delle caratteristiche di sicurezza e di performance iniziali con possibili rischi per l’utilizzatore stesso", ha chiarito il presidente dell'Iss. "Le maschere di Tipo I, come specificato nella stessa norma, dovrebbero essere utilizzate solo da pazienti e da popolazione per ridurre il rischio di diffusione dell’infezione in caso di epidemia o pandemia e non sono destinate ad essere utilizzate da operatori sanitari tantomeno in sala operatoria o in strutture ospedaliere con requisiti assimilabili - ha ribadito Brusaferro - Le maschere di Tipo II, hanno lo scopo di evitare che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi con la duplice funzione di ridurre il passaggio di saliva e particelle respiratorie verso gli altri e, al contempo, proteggere da eventuali schizzi di sangue e altri materiali potenzialmente infetti, la pelle, la bocca o il naso di chi le indossa. Come specifica la stessa norma UNI EN 14683, è un “dispositivo medico che copre la bocca e il naso fornendo una barriera per ridurre al minimo la trasmissione diretta di agenti infettivi tra il personale e il paziente”. "I materiali più utilizzati per la produzione delle mascherine attualmente sono tessuti non-tessuti (Tnt) fabbricati per coesionatura di filamenti continui di Polipropilene o Poliesteri. I risultati migliori si ottengono associando più strati sovrapposti di Tnt per sfruttare le prerogative filtranti dei filamenti più fini disposti nello strato interno, associate alle proprietà strutturali dei filamenti degli strati esterni del sandwich - ha aggiunto il presidente dell'Iss - Dal punto di vista strutturale, possono essere o meno idrorepellenti e non perfettamente aderenti al viso di chi le indossa. Sono ideate per essere monouso e si deteriorano con l’uso prolungato, se esposte all’umidità o ai sistemi standard di disinfezione (ad esempio chimici, calore, radiazioni) e inoltre, se visibilmente sporche, possono rendere difficoltoso il respiro. Pertanto, ad oggi, sulla base dei diversi materiali impiegati per lo strato filtrante, per gli elementi strutturali e per gli accessori, non è consigliato né il riutilizzo e neppure il ricondizionamento (decontaminazione per il riutilizzo) a causa della rapida degradazione già in fase d’impiego, mentre il riciclo risulta estremamente difficoltoso". "Il Robert Koch Institut della Germania non consiglia il riutilizzo delle mascherine chirurgiche monouso, poiché il riutilizzo richiede un ricondizionamento e una manipolazione in condizioni di sicurezza che se non correttamente eseguiti potrebbero aumentare il rischio di infezione - ha concluso Brusaferro - La stessa norma Uni 14683:2019 non fa alcun riferimento alla riutilizzabilità delle mascherine chirurgiche dopo l’uso né ad eventuali pratiche di pulizia-disinfezione, piuttosto, sottolinea che la mascherina chirurgica può inumidirsi facilmente con conseguente diminuzione dell’efficacia filtrante".

  • La Marini ha scelto di sposarsi a 53 anni? La verità
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    La Marini ha scelto di sposarsi a 53 anni? La verità

    Valeria Marini ha deciso di sposare il suo fidanzato, Gianluigi Martino? Per la coppia ci sarebbero importanti novità in vista.

  • Meteo, Italia nella morsa di temporali e grandine
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    Meteo, Italia nella morsa di temporali e grandine

    Nei prossimi giorni un vortice ciclonico in discesa dal Nord Europa invierà una serie di fronti perturbati che inseriranno l’Italia in un lungo periodo di instabilità. La fase di maltempo più intensa è attesa tra giovedì 4 e venerdì 5 giugno. Il team del sito www.iLMeteo.it avverte che giovedì 4 una violenta perturbazione atlantica determinerà una forte fase perturbata sulle regioni del Nord e in estensione a quelle del Centro entro venerdì.  Rovesci, temporali e grandinate (anche di notevoli dimensioni) si accaniranno soprattutto su Liguria centro-orientale, Lombardia e Triveneto. Su queste regioni sono attesi anche dei nubifragi. Entro sera il maltempo si porterà sulla Toscana e in nottata scenderà su Lazio, Campania e resto del Sud. Venerdì la perturbazione scaricherà il suo quantitativo di pioggia su Lazio, Campania, Calabria e Basilicata; anche su queste regioni le precipitazioni potranno assumere carattere di nubifragio, come a Roma e Napoli. Il tempo sarà instabile anche nel weekend. Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che sia sabato sia domenica altri fronti instabili punteranno le regioni settentrionali con temporali che scoppieranno soprattutto durante le ore pomeridiane e preserali. Al Centro-Sud invece l’aumento della pressione garantirà due giornate più soleggiate. In tutta questa fase le temperature saranno decisamente più fresche dove sarà piovoso (valori massimi sotto i 20°C) e miti dove ci sarà più sole (valori massimi non superiori ai 23-25°C).

  • Calabria, abrogata all’unanimità nuova legge sui vitalizi
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    Calabria, abrogata all’unanimità nuova legge sui vitalizi

    Il Consiglio regionale della Calabria, con un voto all’unanimità, ha abrogato la legge 10/XI con la quale, il 26 maggio scorso, erano state apportate, sempre all'unanimità, modifiche a due articoli della Legge Regionale 13/2019 per via delle quali sarebbe bastato un solo giorno da consigliere regionale per far sì che, se anche il politico fosse decaduto, avrebbe comunque avuto l'opportunità di maturare il "trattamento di fine mandato", che molti ritengono essere un vero e proprio vitalizio, pagando i contributi per i successivi cinque anni, così da poter godere dello stesso privilegio di chi rimane in carica per l'intera legislatura.  Dopo un dibattito di circa un’ora e mezza, dunque, l’assise regionale calabrese ha posto fine a una vicenda che era rimbalzata sullo scenario politico nazionale con prese di posizione critiche anche da parte di Luigi Di Maio e Matteo Salvini. L’annuncio che le nuove norme sarebbero state abrogate al più presto era stato dato nei giorni scorsi anche dalla governatrice Jole Santelli.

  • Morte Floyd, Meghan Markle: assolutamente devastante
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    Morte Floyd, Meghan Markle: assolutamente devastante

    La duchessa del Sussex: la vita di George contava

  • Oms: "Le mascherine da sole non bastano"
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    Oms: "Le mascherine da sole non bastano"

    "Le mascherine da sole non bastano. Devono essere usate nell'ambito di una strategia complessiva contro il coronavirus". Lo ha detto la dottoressa Maria Kherkova dell'Oms sottolineando che "la maschera è fondamentale in situazioni in cui la distanza sociale non può essere rispettata". L'Agenzia dell'Onu ha annunciato a breve l'uscita di nuove linee guida sull'uso di questi dispositivi di protezione.

  • Il fidanzato di Stefania Pezzopane si è cancellato dai social e ha rivelato di avere dei problemi
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    Il fidanzato di Stefania Pezzopane si è cancellato dai social e ha rivelato di avere dei problemi

    Simone Coccia ha rivelato che starebbe vivendo un periodo complicato ed è tornato sui social per tranquillizzare i suoi fan.

  • Giovanna sceglierà Sammy Hassan o Davide Basolo? Le indiscrezioni
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    Giovanna sceglierà Sammy Hassan o Davide Basolo? Le indiscrezioni

    Sammy Hassan o Davide Basolo? Giovanna Abate ha finalmente fatto la sua scelta a Uomini e Donne.

  • Sardegna, ecco il modulo per entrare
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    Sardegna, ecco il modulo per entrare

    Febbre oltre 37,5? Tosse? Stanchezza? Sono alcune delle voci presenti nel modulo di registrazione che la regione Sardegna ha predisposto e pubblicato sul proprio sito in vista dell'arrivo di cittadini provenienti da altre regioni. L'obiettivo è la protezione dalla diffusione del covid-19. Il documento è stato realizzato "in base all'ordinanza del Presidente della Regione n. 27 del 2 giugno 2020" e prevede che "tutti i passeggeri in arrivo in Sardegna su linee aeree o marittime sono tenuti a registrarsi utilizzando l’apposito modulo A". Fino al 12 giugno il modulo potrà essere compilato manualmente anche a bordo e dovrà essere consegnato all’arrivo al presidio medico sanitario del porto o aeroporto che avrà cura di fornirlo ai competenti uffici regionali. Dal 13 giugno sarà possibile effettuare la registrazione on line tramite apposito modulo che sarà reso disponibile nella piattaforma SUS (Sportello unico dei servizi) e attraverso l'applicazione SardegnaSicura che si potrà scaricare dagli store per i sistemi iOS e Android. "Per i passeggeri che abbiano già richiesto e ottenuto l’autorizzazione secondo le norme previste nelle previgenti ordinanze questa si intende equipollente alla registrazione", si legge sul sito della regione. "Tutti i viaggiatori inoltre devono sottoporsi alle misurazione della temperatura corporea e compilare la scheda di ricerca di possibili pregressi infezione o contatto col Covid-19". Scorrendo il modulo, nella sezione anagrafica bisogna indicare data di nascita, residenza e un documento di riconoscimento. La sezione 'dati anamnestici' comprende 12 voci: dalla febbre alla tosse, dal mal di gola alla perdita di olfatto e gusto, chi compila il modulo deve indicare gli eventuali sintomi riconducibili al coronavirus. Quindi, la sezione dati epidemiologici relativa all'esposizione a casi accertati o sospetti di covid-19, a contatti con casi sospetti e a viaggi effettuati negli ultii 40 giorni. Il modulo comprende anche una sezione di 'tracciamento', nella quale bisogna indicare la data di arrivo in Sardegna, la città di provenienza, il mezzo di trasporto usato, la destinazione, l'alloggio, eventuali spostamenti programmati e la data di partenza dall'isola per la nuova destinazione. Chi sottoscrive il modulo "si impegna a comunicare immediatamente alle Autorità Sanitarie competenti l’insorgere, su sé stesso o su minori per cui si esercita la potestà, (di) qualunque sintomo tra quelli descritti nella presente scheda", contattando la Protezione Civile o utilizzando il numero verde sanità. Inoltre, "acconsente ad essere sottoposto a test diagnostico virologico per COVID-19 in caso di comparsa di manifestazioni cliniche compatibili con una infezione in atto". Infine, firmando il documento ci "si impegna a rispettare tutte le misure di prevenzione (uso di mascherine e distanziamento fisico) indicate a livello nazionale e regionale, nonché quelle prescritte dalla struttura ricettiva nella quale si recherà".

  • Bolsonaro: "Spiace per vittime di coronavirus, ma moriremo tutti"
    Politica
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    Bolsonaro: "Spiace per vittime di coronavirus, ma moriremo tutti"

    "Mi dispiace per le vittime di Covid ma moriremo tutti". Così il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, conversando con alcuni suoi sostenitori davanti al palazzo presidenziale di Brasilia.

  • 'Ndrangheta, 23 arresti a Verona
    Notizie
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    'Ndrangheta, 23 arresti a Verona

    Una strutturata e autonoma "locale" di ‘ndrangheta, riconducibile alla potente cosca degli “Arena- Nicoscia” di Isola Capo Rizzuto, è stata scoperta a Verona e nella sua provincia. La Polizia di Stato, con l’impiego di oltre 200 uomini, sta eseguendo un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 26 indagati, di cui 17 destinatari di custodia cautelare in carcere, 6 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, emissione di false fatturazioni per operazioni inesistenti, truffa, corruzione e turbata libertà degli incanti, talora aggravati da modalità mafiose. Le indagini, dirette dalla Procura distrettuale presso il Tribunale di Venezia e condotte, tra il 2017 ed il 2018, da un gruppo di lavoro composto da investigatori della Prima Divisione del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dai poliziotti delle Squadre Mobili di Verona e Venezia, hanno rivelato gravi indizi relativi alla “locale” di ‘ndrangheta. I dettagli dell’operazione di Polizia verranno resi noti dal Procuratore Distrettuale della Repubblica nel corso di una conferenza stampa presso il Palazzo di Giustizia di Venezia, a cui presenzieranno il Direttore Centrale Anticrimine e il Direttore del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

  • Coronavirus, presidente virologi: "La variante buona è geneticamente diversa"
    Salute
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    Coronavirus, presidente virologi: "La variante buona è geneticamente diversa"

    di Paola Olgiati La variante 'buona' del nuovo coronavirus isolata a Brescia non è solo "estremamente meno aggressiva", ma è anche "geneticamente molto diversa". Il suo Rna presenta cioè "mutazioni significative" rispetto a quello dei virus Sars-CoV-2 sequenziati nei mesi più 'caldi' dell'epidemia di Covid-19. Lo annuncia all'Adnkronos Salute Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), che nei giorni scorsi ha comunicato la scoperta di "una variante virale molto meno potente. Mentre a quelle più aggressive bastano 2-3 giorni per sterminare in vitro tutte le cellule bersaglio a disposizione - aveva spiegato - a questa servono almeno 6 giorni soltanto per iniziare ad attaccarle".  Oggi il passo avanti: la 'variante bresciana' trovata dal Laboratorio di Microbiologia dell'Asst Spedali Civili, diretto da Caruso - isolata da un tampone che, a differenza di quelli che arrivano nelle ultime settimane all'attenzione dei centri deputati a processarli, "presentava stranamente una carica virale altissima" pur provenendo da "un paziente completamente asintomatico" - appare anche mutata geneticamente. Prima di dirlo "aspettavamo di confrontarci con i colleghi più esperti in questo campo - precisa l'esperto, ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all'università degli Studi di Brescia - Ora lo abbiamo fatto e finalmente possiamo riferire di avere ottenuto una sequenza completa fortemente attendibile". Il lavoro "è pronto per la pubblicazione - assicura il numero uno dei virologi - Lo sto inviando a una rivista scientifica internazionale e, come noto, questo è un processo che ha i suoi tempi. Ma fin d'ora, chiunque all'interno della comunità scientifica fosse interessato alla sequenza potrà contattarmi perché siamo assolutamente pronti a condividerla. E' questo che mi aspettavo già al primo annuncio, quando ho informato dell'isolamento della nuova variante: curiosità, non certo polemiche", ragiona lo specialista che ci tiene a evidenziare "quella che per noi è la vera notizia": sapere che esistono varianti più deboli di Sars-CoV-2 "potrà anche aprire la strada alla messa a punto di vaccini attenuati contro Covid-19".  Le differenze riscontrate nella sequenza genetica della variante buona non stupiscono Caruso: "Me lo aspettavo", dice. "Mi aspettavo che ci fossero una serie di variazioni", delle 'novità' nell'Rna virale. "Differenze molto significative - ricorda - del resto le avevamo individuate anche in altri ceppi, pur non modificati nell'aggressività, che stiamo studiando e sui quali pubblicheremo insieme a Massimo Clementi dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Pure Massimo Ciccozzi del Campus Bio-Medico di Roma mi ha confermato di avere visto tantissime interessanti modifiche. Nel mondo sono almeno 7mila quelle ormai note" e "chiunque sappia di virologia - puntualizza l'esperto - sa bene che i coronavirus hanno un'alta potenzialità di mutazione", perché "fanno della mutazione un punto di forza per replicare e propagarsi".  Adesso si tratterà di capire "il perché di queste mutazioni, quali sono quelle importanti ai fini della patogenicità dell'agente di Covid-19 e quanto sono diffuse". Ma le ricerche future potranno anche contribuire ad arricchire l''albero genealogico' di Sars-CoV-2. In gergo epidemiologico si parla di "alberi filogenetici, gruppi all'interno dei quali vengono classificati virus vicini, simili l'uno dell'altro. Il nuovo coronavirus appare essersi differenziato molto recentemente dagli altri" suoi 'cugini' e "rientra in un albero filogenetico a parte in cui sta da solo", almeno per ora. Un domani, infatti, per Caruso non è escluso che i 'rami' del suo albero possano popolarsi di "altri coronavirus molto molto simili. Parenti stretti", si spera non 'esplosivi' come il loro capofamiglia. "Staremo a vedere". Il presidente Siv-Isv ribadisce come la variante meno cattiva del nuovo coronavirus sia stata "un ritrovamento fortunato, possibile grazie a un tampone a carica virale eccezionalmente alta per questa fase epidemica". Ma si può ipotizzare che altri tamponi, quelli "a titolo virale troppo basso per consentire un isolamento e un sequenziamento virale completo", in realtà possano contenere anche loro questa variante buona? La domanda è legittima, conferma Caruso. "In passato - ragiona infatti l'esperto - le analisi condotte hanno riguardato tutte tamponi molto ricchi in virus, eseguiti su pazienti che da Covid-19 hanno ricevuto l'insulto più forte, sperimentandone la maggiore aggressività. Abbiamo così trovato virus simili tra loro".  In altre parole, in qualche modo finora "l'analisi è stata falsata" da un limite tecnico che a livello internazionale ha portato gli scienziati a "selezionare" e quindi a vedere "le varianti verosimilmente più aggressive". Ora, però, gli studi in corso sull'isolato bresciano potrebbero "aprire finestre inedite": riuscendo a individuare specifici punti chiave della sequenza genetica virale, "con metodologie diverse - prevede lo specialista - potremo azzardare ipotesi sulla base del sequenziamento di piccoli frammenti del virus", scoprendo elementi "che potrebbero avvicinarsi al nostro isolato o eventualmente ad altri che emergeranno in questo momento di così debole circolazione virale".  Infine la prospettiva vaccino, ossia l'idea di arrivare anche contro Covid a "futuri vaccini attenuati come quelli che vengono utilizzati efficacemente per esempio contro il morbillo o la rosolia. Sapere che vi sono varianti attenuate di Sars-CoV-2", dunque "che abbiamo i potenziali per la sua attenuazione - afferma Caruso - significa che un domani potremo sperare di sviluppare una variante virale estremamente attenuata, talmente tanto da poter essere usata come vaccino". Dalla ricerca sul virus, le armi per vincerlo.

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    Caos procure, Palamara: "Non mi dimetto"

    "Assolutamente no. Amo la magistratura, la porto nel cuore. Conto di chiarire tutte le vicende che mi riguardano nella competente sede disciplinare. Sono stato sempre al servizio dei magistrati e intendo continuare a farlo". Luca Palamara, pm a Roma, ora sospeso, al centro della bufera che ha travolto la magistratura per effetto dell'inchiesta di Perugia, ha risposto così, ospite di Porta a Porta, alla domanda di Bruno Vespa sulla sua intenzione di dimettersi per il rischio di essere 'rimosso' dalla magistratura.  "Provo disagio e senso di angoscia non solo nei confronti delle persone comuni - continua Palamara - ma verso i tanti magistrati che ogni mattina si alzano per lavorare e sono totalmente estranei al sistema delle correnti. A tutti loro il sistema delle correnti deve chiedere scusa, a cominciare dal sottoscritto". E ancora: "Le correnti esistono dagli anni 70 è organizzazione interna che i magistrati si sono dati. Nascono come fenomeno di pluralismo culturale ma nel corso del tempo sono diventati strumenti di potere. Tutto ciò che avviene nella magistratura passa attraverso le correnti. Si va al Csm se si è indicati dalle correnti, si va all'Anm se si è indicati dalle correnti". "Nel Consiglio di cui io ero componente - ha aggiunto - ci fu una sfida, quella di mettere ai vertici degli uffici giudiziari i più meritevoli e penso che su questo l'obiettivo sia stato raggiunto".  "Formalmente - continua - c'è stato un cattivo funzionamento del trojan ma è un tema su cui spero di riuscire ad avere risposte, sul perché questo sia accaduto. Ho il massimo rispetto per l'attività degli inquirenti ma constato i fatti, che dicono che ci sono state anomalie sia nel funzionamento del trojan sia in una sorta di intermittenza del trojan stesso". "Questo è tema oggetto delle riflessioni difensive, perché sia stato inserito solo al presunto corrotto e non a presunti corruttori, con i quali non avevo mai avuto rapporti", ha aggiunto "Favori non ne ho mai fatti a nessuno, nella mia attività - assicura Palamara, replicando a Bruno Vespa che aveva fatto riferimento a un suo presunto favore a Matteo Renzi sull'archiviazione di una pratica a carico del procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, che aveva indagato su Banca Etruria e aveva una collaborazione col governo - sono sempre stato indipendente: ho incontrato esponenti della politica delle istituzioni, perché nella mia attività alla guida dell'Anm ho avuto contatti con tutti". "Ritenevo che il lavoro di Rossi andasse tutelato - ha spiegato -. Sono sempre stato al servizio delle istanze dei colleghi"

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