Il Milan vince, ma non brilla e gestisce con la testa già alla Roma. Ibra non segna, ma fa cose più importanti

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Inarrestabile Milan. Ma se Pioli e la sua squadra fanno 21 risultati utili consecutivi, il successo di Glasgow, in casa del Celtic (3-1), è stato netto e meritato anche se non brillante. Colpa degli ultimi venti minuti di partita quando i rossoneri, in assoluto controllo, hanno abbassato troppo il ritmo permettendo all’avversario di prendere campo e di accorciare (1-2) su calcio d’angolo. Da lì è nato uno squarcio di partita che, pur non essendosi rivelato mai allarmante, ha costretto il Milan sulla difensiva. Per fortuna non solo gli scozzesi non hanno trovato il gol, ma il debuttante Hauge ha realizzato il 3-1 che ha dato al punteggio una dimensione più consona a quella che è stata la partita.

Ibrahimovic ha giocato solo 65 minuti (al pari di Kessie) e non ha segnato. Ma ha fatto cose addirittura più importanti, come lavorare per la squadra, un esercizio in cui un leader deve sempre brillare. Nella fattispecie è stato importante nella costruzione del secondo gol, segnato da Brahim Diaz, quando da metà campo ha lanciato Theo Hernandez per la volata chiusa con l’apertura al compagno.

Più in generale lo svedese ha saputo giocare venti metri lontano dall’area di rigore favorendo con passaggi e movimenti l’inserimento dei compagni del tridente, ovvero Castillejo, Brahim Diaz e Krunic. Non è un caso che il primo gol (14’) sia stato segnato di testa da Krunic su cross di Castillejo e che il secondo (42’), sviluppatosi lungo l’asse creata con Theo Hernandez, porti la firma di Diaz.

Pioli ha cambiato molto il Milan (cinque avvicendamenti rispetto al derby), ma il Milan ha continuato a essere quello che conosciamo. Forse Dalot è meno reattivo di Calabria, anche se è un buon crossatore, ma sa difendere con il fisico e con l’anticipo. Tonali ha sbagliato tanto nel primo tempo, è migliorato nella ripresa, ma solo continuando a giocare potrà trovare sia la condizione che la misura. Interessante avergli concesso anche venticinque minuti con Bennacer, la compatibilità si può trovare, anche se non sarà così automatica.

Bene, anche se non benissimo, Castillejo, Diaz e Krunic. Hanno giocato tanti palloni e si sono mossi con intelligenza. Il primo ha inventato un assist, gli altri due hanno segnato inserendosi con felicità di tempi e facilità di spazi.

A poco più di dieci minuti dalla fine, Saelemaekers è entrato per Castillejo e Hauge per Diaz. Servivano forze fresche e Pioli non ha esitato a gettarli in una partita che, ben lungi dall’essere diventata maschia, aveva bisogno di rimettere il Milan al centro delle operazioni. Dunque non è nemmeno un caso che l’ultima azione della gara - quella che ha portato al 3-1 - sia stata realizzata da Saelemaekers (assist) e Hauge (gol).

Il Celtic è una squadra destinata ad un’eliminazione precoce. Gioca un calcio fisico su un modulo sorpassato (il 3-5-2) e uno dei pochi modi di avanzare è ancora il lancio lungo a cercare la deviazione o le palle sulla respinta, altrimenti dette seconde palle. Non avrebbe segnato neanche giocando una settimana, se non sfruttando una palla inattiva (calcio d’angolo di Christie, subentrato a Griffiths) trasformata di testa da Elyounoussi (subentrato a Welsh). Nella circostanza Tonali si perde la marcatura, ma va anche detto che non poteva essere lui a contrastare un avversario tanto strutturato fisicamente.

Questa volta il Milan ha giocato da squadra padrona, senza per questo dominare o deprimere l’avversario. Anzi, lo ha colpito quando in teoria sembrava in grado di produrre qualcosa in avanti, con un tempismo perfetto: poco prima del quarto d’ora e a tre minuti dall’intervallo. Una lucidità invidiabile anche perché l’intento era quello di non spendere troppe energie. Lunedì, a Milano, sale la Roma. E il Milan vuole continuare la sua cavalcata. In fondo il campionato è appena cominciato e chi doveva essere in testa arranca in un gruppo famelico e senza riguardi.

IL TABELLINO Celtic-Milan (primo tempo 0-2)

Marcatori: 14' pt Krunic (Mil), 42' pt Brahim (Mil), 31' st Elyounoussi (Cel), 47' st Hauge (Mil)

Assist: 14' pt Castillejo (Mil), 42' pt Hernandez (Mil), 31' st Christie (Cel), 47' st Saelemaekers (Mil)

Celtic (3-5-1-1): Barkas; Welsh (Dal 1' st Elyounoussi), Duffy, Ajer; Frimpong, Ntcham, Brown (Dal 19' st Rogic), McGregor, Laxalt (Dal 32' st Taylor); Ajeti (Dal 32st' Klimala); Griffiths (Dal 1' st Christie). A disposizione: Bain, C.Hazard, Taylor, Klimala, Soro, Turnbull, Christie, Rogic, Elyounoussi, Henderson, Dembelè. Allenatore: Neil Lennon.

MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Dalot, Kjaer, Romagnoli, Theo Hernández; Tonali, Kessié (dal 23' st Bennacer); Castillejo (dal 34' st Saelemaekers), Brahim Díaz, Krunic (dal 34' st Hauge); Ibrahimovic (dal 23' st Leao). A disposizione: Tatarusanu, A. Donnarumma, Calabria, Bennacer, Conti, Hauge, Kalulu, Maldini, Saelemaekers, Colombo, Leao. Allenatore: Stefano Pioli.

Ammoniti: 21' st Laxalt (Cel), 37' st Tonali (Mil), 39' st Donnarumma (Mil), 41' st Christie (Cel), 43' st Saelemakers (Mil)