Il miliardario russo Oleg Tinkov protesta contro la guerra in Ucraina e rinuncia alla cittadinanza

Oleg tikov cittadinanza russa
Oleg tikov cittadinanza russa

Il miliardario Oleg Tinkov ha deciso di rinunciare alla cittadinanza russa in segno di protesta contro l’invasione dell’Ucraina ordinata dal presidente Vladimir Putin.

Il miliardario russo Oleg Tinkov rinuncia alla cittadinanza

Il miliardario, banchiere e imprenditore Oleg Tinkov ha deciso di rinunciare alla cittadinanza russa. Nato nel Paese di Vladimir Putin e fondatore della rinomata Tinkoff Bank, Tinkov ha preso la decisione come segno di protesta per l’invasione dell’Ucraina. “Non posso e non voglio essere associato al regime fascista di Putin”, ha scritto in un post su Instagram con il quale ha reso pubblica la sua scelta.

Nel post, il miliardario ha anche esortato altri uomini d’affari a seguire il suo esempio. La rinuncia alla cittadinanza russa segue mesi di critiche che Tinkov ha rivolto all’operazione militare speciale ordinata dal Cremlino lo scorso 24 febbraio. Per le sue posizioni sulla guerra, l’imprenditore è stato cacciato dalla banca che ha fondato.

“Odio che il mio nome sia associato alla banca che collabora con gli assassini. Tinkoff Bank deve cambiare nome”, si legge sempre su Instagram.

La protesta contro la guerra in Ucraina e la reazione del Cremlino

Prima di Tinkov, la stessa decisione è stata presa da Nikolay Storonsky, 38 anni, cofondatore e CEO della startup con base a Londra Revolut Ltd. La notizia è stata diffusa dal Daily Telegraph.

Intanto, la decisione del miliardario fondatore della Tinkoff Bank è finita nel mirino del Cremlino che, mediante la figura del portavoce Dmitry Peskov, ha commentato la decisione dei due uomini d’affari. Peskov, nello specifico, ha spiegato che si tratta di “un loro diritto” e ha precisato che quasi nulla delle loro attività finanziare persiste su territorio russo. Secondo quanto riferito da Interfax, inoltre, il portavoce ha sottolineato: “Non sono praticamente più coinvolti in affari nel nostro Paese”.