Il ministro del Turismo promette un'estate simile a quella dell'anno scorso

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garavaglia turismo
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Sono state dichiarazioni piene di ottimismo quelle che Massimo Garavaglia ha rilasciato a Radio Capital nella giornata del 26 marzo. Il ministro del Turismo ha infatti annunciato un graduale inizio delle riaperture a partire dal mese di aprile, in modo tale da poter trascorrere un’estate il più possibile simile a quella dello scorso anno, quando ci si era lasciati alle spalle la prima ondata della pandemia.

Garavaglia: “Da aprile riapriamo tutto”

Intervistato durante la trasmissione radiofonica The Breakfast Club, il ministro ha dichiarato: Quando arriverà la bella stagione saremo tutti in zona gialla e quindi vivremo l’estate come l’anno scorso senza tanti problemi. Nel mentre proseguirà anche la campagna vaccinale e questa sarà la grande novità rispetto all’anno scorso. Non ci sono motivi che ci lascino pensare che quest’estate sarà diversa dalla scorsa. I problemi creati dalla scorsa estate? Li eviteremo con controlli e tamponi, oltre che grazie ai vaccini. Discoteche all’aperto con certe regole? Perché no. Con la massima sicurezza da aprile in poi iniziamo ad aprire tutto”.

Garavaglia ha tuttavia posto un freno sui viaggi all’estero, tranquillizzando però l’opinione pubblica per quanto riguarda invece gli spostamenti sul territorio nazionale: “Quest’estate sarà ancora un turismo Italia su Italia, i viaggi all’estero hanno bisogno ancora di tempo, però già ci sono segnali di ripresa. Con il senno di poi siamo tutti campioni, però se l’anno scorso la Sardegna avesse chiesto un tampone all’arrivo, di sicuro sarebbe andato meglio. Ma oramai il passato è il passato”. Sulla questione pesa infatti l’incognita del cosiddetto passaporto vaccinale, in merito al quale il ministro ha affermato: “In Europa è stato approvato un lasciapassare che non è un passaporto vaccinale. Quindi permette a chi è vaccinato di viaggiare, ma se non si è ancora stati vaccinati basta un tampone. Queste regole saranno valide per l’Italia ma anche per il resto d’Europa”.

Sulla campagna vaccinale infine in ministro ha voluto minimizzare le polemiche sorte negli ultimi giorni: “Se avessimo tutti i vaccini previsti potremmo accelerare il piano vaccinale, tante delle polemiche sulle singole Regioni sono inutili perché se uno va a vedere è stato somministrato il 100% delle dosi consegnate. Importante che vengano mantenute le consegne, poi il piano verrà rispettato da tutti”.