Il ministro della Salute invita le Regioni a non ignorare la gravità della situazione

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Speranza
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Il nuovo Dpcm è stato firmato nella notte tra il 3 e il 4 novembre, ma da quel momento sono nate non poche polemiche, soprattutto da parte delle regioni. Il decreto prevede delle misure di contenimento della pandemia nazionali, ma anche una divisione in aree di rischio in cui sono stati presi altri provvedimenti. A decidere in quali aree sono state classificate le Regioni è stato il ministro della Salute Roberto Speranza.

Speranza, stop alle polemiche

Il ministro Speranza ha preso le sue decisioni basandosi su 21 parametri differenti. I dati delle Regioni riguardo i contagi da Coronavirus sono stati fondamentali per stabilire il livello di rischio. Alcuni governatori, però, non sono d’accordo con le scelte del ministro, come per esempio Nello Musumeci, presidente della Sicilia. Sono nate diverse polemiche dopo l’annuncio delle aree di rischio, che sono state divise in gialla, arancione e rossa. Speranza ha voluto rispondere a tutte le critiche che ha ricevuto dopo aver resa nota la sua decisione.

Le Regioni alimentano i dati con cui la cabina di regia effettua il monitoraggio dal mese di maggio. Nella cabina di regia ci sono tre rappresentanti indicati dalle Regioni. E’ surreale che anziché assumersi la loro parte di responsabilità ci sia chi fa finta di ignorare la gravità dei dati che riguardano i propri territori. Serve unità e responsabilità. Non polemiche inutili” ha spiegato il ministro della Salute, riferendosi agli attacchi ricevuti dopo la conferenza stampa di Giuseppe Conte, in cui sono state annunciate le norme in vigore in ogni Regione.