Il ministro della Transizione ecologica ha redatto un’informativa in sede del Consiglio dei Ministri

Il ministro Roberto Cingolani
Il ministro Roberto Cingolani

Crisi energetica incentivata dalla guerra della Russia in Ucraina e dalle speculazioni ad Amsterdam e nodo del gas, arriva il piano per il risparmio energetico di Roberto Cingolani: termosifoni giù di un grado da ottobre. Il ministro della Transizione ecologica ha redatto un’informativa in sede del Consiglio dei Ministri e il punto cardine della stessa è che fra un mese ottobre i termosifoni saranno abbassati di un grado, da 20 a 19, e tenuti accesi un’ora in meno al giorno.

Il piano per il risparmio energetico di Cingolani

La norma sarà valida per le case, per i riscaldamenti centralizzati e per gli edifici pubblici. Il ministro Cingolani lo ha confermato ed ha messo suggello alla stretta sui riscaldamenti che dovrebbe arrivare con un decreto ministeriale. Sarà proprio Cingolani a firmarlo nei prossimi giorni. Al Corriere della Sera le fonti hanno spiegato che il ministro “non avrebbe fatto accenno a eventuali ricorsi allo smart working nel servizio pubblico né a interventi sull’illuminazione delle vetrine dei negozi”. Il piano è su tre scenari modellati sulle forniture di gas in arrivo da Mosca. Di essi lo scenario “nero” farebbe scattare maggiori risparmi in caso di blocco totale delle forniture russe. E sempre al Corsera proprio nelle ore scorse era stato il presidente dell’Enea, Gilberto Dialuce, partner di Cingolani per questo piano di risparmi, a spiegare altre eventuali misure. Lo scopo è “ridurre di 2,7 miliardi di metri cubi il consumo di gas in pochi mesi”.

Le misure indicate da Dialuce di Enea

Come? “Abbassando solo di 1 grado le temperature dei caloriferi, da 20 a 19°, durante l’inverno, riducendone l’utilizzo di un’ora al giorno e accorciando il periodo di accensione dei caloriferi di due settimane, che siano utenze autonome o centralizzate, case, ville e uffici pubblici, ritardandone l’inizio a novembre e anticipando la fine di una settimana a marzo”. L’obiettivo è risparmiare quasi 7 miliardi di metri cubi ma con piccole ed incisive condotte: Si, ma quali? Dialuce è stato perentorio: “Cominciamo col ridurre la durata della nostra doccia di due minuti e riduciamo di tre gradi la temperatura dell’acqua. Chiudiamo l’acqua quando ci insaponiamo. Se lo facessimo tutti da oggi, avremmo circa 1 miliardo di metri cubi di gas risparmiati da qui a fine marzo”.