Il ministro più social? Non è Salvini ma il giapponese Taro Kono -2-

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Roma, 20 ago. (askanews) - Ci si aspetterebbe un politico compassato, di quelli che, generalmente, nel mondo delle istituzioni nipponico ti risponde a grugniti. Invece no, tutt'altro. Molti lo considerano il "cavallo pazzo" della squadra del primo ministro Shinzo Abe: conservatore, ma con venature ambientaliste che gli fanno prendere posizioni in controtendenza rispetto al suo stesso governo sull'energia nucleare. E, pur essendo a favore dell'emendamento dell'Articolo 9 della Costituzione (che vieta al Giappone di avere forze armate), lo fa chiedendo nel contempo una revisione dell'accordo con gli Stati uniti (SOFA).

Sulla "vexata quaestio" del santuario nazionalista Yasukuni, in cui sono venerate le anime dei soldati morti in guerra per l'Impero giapponese (compresi 14 criminali di guerra condannati dal Tribunale internazionale per i crimini di guerra nell'Estremo Oriente), Kono è stato sempre netto: lui il santuario non intende visitarlo, neanche se lo stesso Abe dovesse un giorno decidere di fare questo passo traumatico rispetto alle relazioni coi paesi limitrofi. (Segue)