Il ministro tedesco Spahn: "Girando a Roma ho capito che il green pass è indispensabile"

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Il ministro della Salute tedesco Jens Spahn ha esortato a controllare di più il green pass in Germania nei ristoranti, nei musei e nei luoghi pubblici in cui è richiesto. E ha citato a questo proposito l’Italia. “L’ho vissuto personalmente a Roma: in occasione del G20 mi è capitato di dover esibire il certificato vaccinale più spesso in un giorno di quante forse qui in quattro settimane”. Spahn ha affermato che in Germania “troppo spesso” si rinuncia a controllare sulla base della “fiducia”. E ha sollecitato più controlli: “Se lo si fa in modo coerente per un paio di giorni, magari anche con delle multe, il segnale è chiaro”.

In Germania ”è in corso la pandemia dei non vaccinati, ed è massiccia”, aggiunge Spahn alla conferenza stampa con il presidente del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, per fare il punto sui nuovi contagi da coronavirus, di nuovo in netta crescita. “Nei Laender in cui ci sono alti indici d’infezione”, spiega il ministro, “bisogna tornare a rafforzare la regola del ‘2G’”, ossia all’accesso nei luoghi pubblici solo a chi è vaccinato oppure in grado di presentare un recente tampone negativo.

Inoltre, il titolare della Salute ha ribadito il suo invito alle autorità locali a “controllare con maggiore severità il rispetto delle regole per esempio nei ristoranti e nelle altre attività”. Il ministro si è rivolto anche al personale sanitario che opera negli ospizi e nelle case di cura: a fronte dell’aumento di contagi tra le persone anziane, ”è un dovere morale farsi vaccinare”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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