Il mio Maradona

Giampiero Mughini
·Giornalista e scrittore
·2 minuto per la lettura
(Photo: Vittorio La Verde / AGF)
(Photo: Vittorio La Verde / AGF)

Nei cinquant’anni e passa che sono uso fare quattro chiacchiere col mio prossimo per iscritto o per orale, mai mi era capitato di avere contro un’intera città italiana, la Napoli di Totò, di Eduardo De Filippo, di Raffaele La Capria, di Pino Daniele e purtroppo anche di Raffaele Auriemma, il più “napoletanista” di tutti i giornalisti sportivi italiani. Mi hanno riferito che una volta che lui stava perorando la sua divinizzazione del grande Diego Armando Maradona in tv, è comparso al suo fianco un tifoso napoletano che s’è messo a inveire “Mughini, pezzo di merda”. Io non frequento Facebook e compagnia cliccante, ho solo letto un paio di pareri espressi colà nei miei confronti: insulti sanguinosi. Qualcuno mi aveva detto che sulla “Gazzetta dello sport” era apparso un titolo da cui risultava che io trovassi “ridicola” la proposta di intestare a Maradona lo Stadio del Vomero, laddove se dipendesse da me andrei a piedi con un gessetto sino alla fiancate dello stadio napoletano a scriverci sopra “Stadio Diego Armando Maradona”, né più né meno di come lo Stadio San Siro è intestato al divino Peppìn Meazza, quello che con la maglia della nazionale azzurra fu due volte campione del mondo. Me ne ero lamentato con il vicedirettore della “Gazzetta”, Andrea De Caro, il quale è stato così cortese da frugare nelle pagine on-line del suo quotidiano, scovare che quel titolo apparteneva un blog estraneo alla “Gazzetta”, ma da loro ospitato, titolo che ha subito cancellato e di questo lo ringrazio affettuosamente.

Sulla “Stampa”di oggi c’è invece Massimo Recalcati che, a proposito delle cose scritte su Maradona, se la prende coi “moralisti”, con quelli nel raccontare di un personaggio pubblico si soffermano su “un vizio” o “una imperfezion...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.